Intervistato da Il Secolo XIX, il centrocampista del Genoa Ruslan Malinovskyi ha toccato diversi temi.
SUL PASSATO ALL’ATALANTA. “Con Gasperini c’è un bel rapporto. A Bergamo ho fatto una scuola di vita e di disciplina, mi ha insegnato a ricoprire più ruoli, a non aver paura, a provare a impormi. Lo stile conta, mi ha insegnato tanto e gliene sono grato. Tiri da lontano? Scherzavo, Gasp mi spiegava che è importante fare la scelta giusta. Valutare se servire un compagno meglio piazzato o calciare”.
SUI TIFOSI DEL GENOA. “Abbiamo tanti abbonati, meritano di vedere bel calcio”.
SUI TIRI DA FUORI. “Devi lavorare tanto e io ho cominciato quando ero al Genk”.
SUL KO CON LA FIORENTINA. “Ci ha aiutato a capire che siamo in A e che dobbiamo sbagliare meno. Da lì è uscita la prestazione contro la Lazio”.
SULLA SCELTA DI GENOA. “Avevo offerte anche più vantaggiose economincamente, ma quella del Genoa è stata la più concreta e mi ha fatto sentire importante”.
SUL MARSIGLIA. “Tudor mi faceva giocare, penso di aver dato il mio contributo. Marcelino mi ha fatto subito capire che non avrei fatto parte del nuovo Marsiglia”.
SU GILARDINO. “Presto per dare giudizi, ma a primo impatto mi dà l’idea di uno che manda i segnali giusti alla squadra”.
SULL’UCRAINA. “Ho ancora parenti e amici vicino Kiev. Mio papà e mio fratello non possono lasciare il Paese. Guerra? Confido nell’aiuto e nelle armi che ci arrivano. Il popolo ucraino ha la motivazione, i russi non hanno motivazione. Ce la faremo, tornerà l’Ucraina del 1991”.
SUL TORINO. “Juric è simile a Gasperini, verticale, pressing, intenso. Dovremo lasciare pochi spazi”.


