Albert Gudmundsson, attaccante del Genoa, ha rilasciato un’intervista a tutto tondo al settimanale Sportweek. Tanti i temi toccati. Prima di tutto l’arrivo al Grifone, poi il rapporto con Gilardino, passando per il suo modo di vedere il calcio e un paragone illustre. Ecco tutte le dichiarazioni di Gudmundsson.
SULL’APPRODO AL GENOA. “Mi hanno fatto una buona offerta ed era l’ultimo giorno del mercato invernale. Ho sempre voluto misurarmi in Serie A, Liga e Premier League e il Genoa mi ha chiesto di aiutarli a salvarli. Alla fine non ci sono riuscito ma sono voluto rimanere anche in B perché volevo dare una mano a risalire“.
SUL MODO DI GIOCARE AL GENOA. “In campo cerco di mimetizzarmi per trovare spazi, tempi e modi per attaccare. Molti calciatori sono troppo statici. La mia abilità consiste nel provare a fare qualcosa di diverso. Sfrutto la libertà che mi concede mister Gilardino“.
SU GILARDINO. “Mi dà tanti consigli e piccole pillole. Lo scorso anno abbiamo lavorato tanto. Per esempio, qualche settimana fa col Milan mi ha detto che ci sarebbe stato un difensore attaccato a me e aveva ragione: mi ha detto di muovermi a zig zag e ha funzionato. Abbiamo perso ma gli abbiamo dato fastidio“.
LA NUOVA GENERAZIONE ISLANDESE. “Sono un calciatore professionista e conosco i miei doveri: lavorare duro, mangiare e riposare bene. Ma sono anche uno che insegue l’adrenalina, ho bisogno di emozioni. Se però parliamo di calcio, le cose stanno in modo un po’ diverso. Noi islandesi siamo meno ‘rigidi’ di quel che sembra. Fino a 10-15 anni fa i ragazzi giocavano quasi solo all’aperto, dunque, in inverno, al freddo e sotto la neve. Perciò sì, il nostro era un calcio soprattutto di combattimento. Poi sono stati costruiti tanti impianti coperti e una nuova generazione di calciatori ha potuto lavorare sulla tecnica: controllo di palla, precisione dei passaggi, dribbling“.
SUL DRIBBLING. “Insieme al tiro e al saper trovare il compagno smarcato, è una delle mie qualità principali. E probabilmente la cosa che mi diverte di più. Lo provo fin da bambino, quando, indipendentemente dal clima, passavo sul campo sei o sette ore al giorno. Il dribbling è qualcosa che ho nel sangue“.
SU PAULO DYBALA. “Il paragone con Dybala? Ci sta. Tutti e due portiamo i calzettoni abbassati“.



E un giocatore che se e‘ in giornata trascina la squadra alla vittoria . Dovrebbe essere più continuo un suo limite e quello che ci sono dei momenti che e fuori partita . Con Dybala c‘e‘un po di somiglianza nelle movenze per quanto concerne i calzettoni tirati giù ognuno a il suo modo di vestire . Da quando e al Genoa Gudmusson per me e migliorato tantissimo Genova e l‘ambiente giusto per lui