Lunga intervista del Secolo XIX all’attaccante portoghese in prestito al Genoa Vitinha, classe 2000 di proprietĆ del Marsiglia ed ex Braga. Ecco che cosa ha detto Vitinha sulla sua esperienza in rossoblu finora, sul suo futuro e sul suo passato in Portogallo.
SULL’ESPERIENZA A MARSIGLIA. “Non sono riuscito a dimostrare quello che valgo. I motivi sono tanti: per la prima volta uscivo da una zona di comfort, era la prima volta in cui lasciavo Braga per andare allāestero. Ci sono state difficoltĆ di adattamento alla nuova realtĆ , anche per quel che riguarda la mia famiglia. Poi sicuramente ha pesato la grande valutazione fatta sul mercato, il Marsiglia mi ha pagato e cāerano grandi aspettative nei miei confronti. A Marsiglia non ĆØ stato facile ma sono cresciuto, sia come uomo sia come calciatore. Ć un ostacolo che ho superato e non ĆØ più un problema“.
SULLA SCELTA DEL GENOA. “Ho pensato subito che potesse essere lāopportunitĆ giusta per ritrovare me stesso, per ripartire. PerchĆ© questo ĆØ un club che si preoccupa dei suoi giocatori, cerca di capire come stanno, li aiuta nei momenti complicati. Ć un club che sta crescendo tanto, che ti fa sentire come se fossi in famiglia. Era quello di cui avevo bisogno. Restano ancora da giocare nove partite e voglio dare il massimo per poter ricambiare il grande aiuto che questo club mi ha dato“.
SUL FUTURO. “Io qui sto bene, mi sono subito inserito e ho ritrovato il vero Vitinha. Ma non dipende da me, il contratto attuale prevede il prestito fino a giugno. Alla fine della stagione i club si incontreranno e parleranno di quel che si potrĆ fare per il futuro“.
SULL’INSERIMENTO. “Parlo prevalentemente portoghese, mi hanno dato una mano Messias, che parla il portoghese brasiliano, e Strootman, che parla il francese, lingua che io comprendo. Non parlo inglese e lāitaliano lo sto imparando per cui con gli altri ci sono più ostacoli ma mi ha colpito molto il fatto che tutti cerchino di coinvolgermi, mi parlano in italiano e io provo a farmi capire. Mi sento parte del gruppo, ĆØ una bella sensazione“.
LE ORIGINI. “Il calcio ĆØ sempre stata la mia passione, il mio sogno. Sono arrivato tardi in un club professionistico, avevo giĆ 17 anni. Mi dicevano che era troppo tardi per pensare di poter realizzare il mio sogno di diventare calciatore professionista. E invece ce lāho fatta. A 12 anni giocavo giĆ nella squadra della mia cittĆ , lāAguias de Alvite, insieme a mio fratello che ĆØ più grande di me. Quando avevo 14 anni per potermi allenare avevo bisogno di un passaggio per arrivare al campo, me lo dava mio fratello che aveva la patente. Ebbe però allāimprovviso qualche problema di salute. Il presidente credeva nel mio talento, mi diede una mano per ogni allenamento e per ogni partita. Ć stato fondamentale, insieme alla mia voglia di non mollare“.



Dai ragazzi
Speriamo che resti…
25 milioni per costui ? Ma quando mai….šššššššš
Da tenere stop .
Vitinha mi piace un sacco, ha personalitĆ e grinta, porta la palla in alto con una semplicitĆ , sa verticalizzare e crossare, non cerca il tiro ma la via del gol in modo più semplice, cosa rara in molti giocatori spesso egoistiā¦ha un potente tiro e aiuta molto la squadra anche in difesa (contro la Juve ha macinato più km di tutti). Se lo tengono ĆØ veramente un salto di qualitĆ per la squadra.
Cerchiamo di tenerlo questo ragazzo farĆ grandi cose nel Genoa vogliamo vincere
ššā¤šš„°š„°
Bravissimo ragazzo.Spero che resti.