LEALI – Approda al Genoa dopo aver parato un rigore da avversario nella partita che riporta il Grifone in Serie A. Ritorna a giocare in massima serie dopo 8 anni, contro la squadra che, mesi dopo, avrebbe vinto l’Europa League (l’Atalanta). Contro il Bologna, nell’ultimo match della stagione, Nicola Leali torna nuovamente a difendere la porta rossoblu. L’estremo difensore ha parlato in esclusiva ai microfoni di CalcioGenoa.it: di seguito la chiacchierata integrale con Leali.
Nicola Leali, domani si concluderà la stagione: che bilancio fai di questa annata? È giusto definirla oltre le aspettative?
“Sicuramente abbiamo fatto un’annata importante, in cui abbiamo ottenuto buoni risultati. Rispetto alle aspettative iniziali abbiamo fatto un’ottima stagione e cercheremo di chiuderla nel migliore dei modi“.
Gilardino dice sempre che tutti devono stare dentro al progetto, anche chi gioca un po’ meno: come riuscite a tenere così coeso il gruppo?
“Noi, come gruppo e come giocatori, abbiamo sempre cercato di dare il massimo. Anche quando, come nel mio caso, abbiamo giocato poco. Quindi penso che questa sia stata una cosa importante. Poi comunque i risultati si ottengono e vengono sempre anche dai giocatori che non giocano, che cercano di tenere alto il livello degli allenamenti“.
Ulteriore dimostrazione ciò è che contro il Bologna tornerai a giocare tu: cosa ti ha detto il mister? E tu come ti senti?
“Il mister non mi ha detto niente di particolare, mi ha solo fatto capire che giocherò. Quello che posso dire è che sicuramente sono contento di tornare a giocare, è passato un po’ di tempo dall’ultima partita e quindi sicuramente ci saranno delle emozioni. Comunque, una volta iniziata la gara sarà una partita di calcio, in cui per me sarà importante mantenere alto il livello della concentrazione, per tutto il match“.
Il Genoa entra nella tua vita in modo curioso, perché pari un rigore da avversario a Coda il 6 maggio 2023, in Genoa-Ascoli, partita che porterà alla promozione in A, e nell’estate seguente ti rechi a fare le visite mediche col Grifone sulla stessa macchina di Massimo. Cosa vi siete detti?
“Non ci avevo mai pensato al fatto che eravamo sulla stessa macchina (ride, ndr). Ci abbiamo sempre scherzato, perchè poi questo è un gruppo dove ci punzecchiamo sempre e in cui si scherza. Chiaro che poi il rigore in quel caso non ha influito nella promozione in A del Genoa, quindi Massimo alla fine ha potuto prenderla sul ridere. Io quella promozione l’ho vissuta da avversario e lo stadio era una bolgia incredibile, come lo è stato quest’anno“.
Che differenza c’è nel giocare con la Nord alle spalle da avversario e poi da giocatore del Genoa?
“Sono due cose diverse, perchè da avversario devi essere abituato a reggere lo stadio che non ti supporta, ma in cui è bello giocare. Dici: ‘Andiamo a giocare in uno stadio importante’, che però nei momenti di difficoltà non ti aiuta, perchè ovviamente fa il tifo per la propria squadra. Giocarci da giocatore del Genoa è bello, ti carica, ti fa venire una gran voglia di giocare, ma è chiaro che tutto questo fa pesare anche la maglietta. Per giocare nel Genoa di fronte a così tante persone ci vuole personalità“.
Da fuori sembra sempre che il clima nello spogliatoio sia estremamente disteso e si abbia voglia di stare insieme: è così? Con chi hai legato particolarmente?
“È un gruppo che sta insieme bene, però allo stesso tempo c’è una bella competizione. Tutti vogliono giocare, ma nonostante questo non ci sono gelosie e c’è una sana rivalità. Quest’anno ho legato con vari compagni, come Sommariva con cui ci confrontiamo spesso. Anche con Bani, Sabelli, Vogliacco, in generale principalmente con gli italiani per una questione di lingua. Però ad esempio anche con Kevin (Strootman, ndr) mi sono sempre relazionato volentieri. Alla fine un po’ con tutti…anche con Ekuban, non dimentichiamolo sennò si arrabbia (ride, ndr)“.
Hai citato Strootman, al passo d’addio col Genoa: un pensiero su di lui?
“Sicuramente è stato un onore allenarmi con lui, perchè oltre al giocatore e alla qualità che ha anche quando non giocava ha sempre spinto in una maniera incredibile. Come gli ho anche già detto in questi mesi, fare allenamento con lui è stato un esempio per tutti quanti. È stato un giocatore con una professionalità incredibile“.
Non contando l’ingresso in campo nel concitato finale contro il Milan, sei tornato a giocare una partita in Serie A ad ottobre, dopo 8 anni, contro l’Atalanta a Bergamo. Com’è stato e che sensazioni hai provato?
“È stato bello, perchè erano molti anni che non giocavo più in Serie A ed è sempre stato un obiettivo tornarci. E poi, tornarci in una realtà bella come il Genoa, che ha fatto così bene, con tutto il suo tifo, è stato ancora più piacevole“.
In Coppa Italia sei stato tu il titolare: si poteva fare di più? Può essere un obiettivo per il futuro un percorso medio-lungo in coppa?
“È chiaro che dal mio punto di vista è stato un dispiacere uscire, anche perchè era la competizione che mi dava la possibilità di giocare. Mi dava minutaggio e abbiamo affrontato squadre importanti, come la Lazio. Però purtroppo è andata così ed è chiaro che, secondo me, la Coppa Italia ha questo valore per cui inizialmente viene data un po’ per scontata. Poi, più arrivi verso la finale e più diventa più importante“.
Sei il più esperto del vasto parco portieri del Genoa: Gila ha detto che insieme a Sommariva sei: “L’artefice del miglioramento di Martinez”. Dove può arrivare Josep?
“Sicuramente può crescere, anche in vari aspetti, però penso che pure Alessio Scarpi e Raggio Garibaldi abbiano aiutato tutti a migliorare quest’anno. Anche io, osservando Josep, sicuramente ho cercato e spero di essermi migliorato. Siamo due portieri con caratteristiche abbastanza differenti e questo magari ci ha aiutato a rubare qualcosina nell’altro“.
Si ringraziano il Genoa CFC e Nicola Leali per la disponibilità



Vincere solo vincere ❤️💙
Bisogna vincere
@follower Stasera potrebbe toccare a Leali. A maggio, in esclusiva a CG, aveva parlato così: “Giocare a Marassi Giocarci da giocatore del Genoa è bello, ti carica, ti fa venire una gran voglia di giocare, ma è chiaro che tutto questo fa pesare anche la maglietta. Per giocare nel Genoa di fronte a così tante persone ci vuole personalità”
Grazie x come hai saputo aspettare in silenzio il tuo turno
Grande
👍
Dai che c’è la farai
❤
In bocca al lupo Didi,sempre credo in te ❤️❤️❤️💙💙💙
Chi è bravo non ha bisogno di auguri……ma solo di fiducia…….quindi domani sera avrà la fiducia di tutto lo stadio…….lui sa come usarla.