Blazquez: “Retegui? L’idea è tenerlo. Martinez quasi dell’Inter”

Blazquez: "C’è un creditore che si chiama A-Cap, c’è stato un confronto con loro e c’è stato un accordo per sistemare la governance"

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Lunghissima intervista del CEO del Genoa Andres Blazquez a Calcio e Finanza. Blazquez ha parlato a ruota libera di temi importanti come la situazione finanziaria attuale del Grifone rispetto agli obiettivi futuri che la società si è posta, del mercato, dello stadio e dei rapporti con la Sampdoria. Ecco il primo passaggio delle sue dichiarazioni.

SU MARTINEZ. “Martinez è ormai quasi un calciatore dell’Inter, poi ci sono altri giocatori che venderemo questa estate, ma per lo più non i titolari. Puntiamo ad avere un impatto positivo di 10-12 milioni riuscendo a investire, come abbiamo fatto con Vitinha, anche in previsione di qualche uscita“.

SUL MERCATO. “L’inchiesta su Gudmundsson non ha influenzato l’interesse dei club. È un processo non semplice anche se il calciatore si è sempre detto convinto della sua innocenza e noi gli crediamo. La sua situazione non è stata influenzata perché il mercato degli attaccanti non è ancora iniziato. Per il resto stiamo guardando per un terzino destro, con Spence che vogliamo tenere ma dipende dal Tottenham. Poi qualcosa faremo a centrocampo, la difesa è sistemata. Retegui? L’idea è di tenerlo a meno di offerte faraoniche. Ovviamente nel caso ci fosse un’uscita faremo qualcosa in entrata. L’obiettivo è crescere e vogliamo che la squadra sia migliore di quella dell’anno scorso. Se volessi sistemare i conti subito venderei i migliori e il bilancio ne gioverebbe immediatamente, ma per quale futuro? Le nostre iniziative sono volte a incrementare le entrate ricorrenti proprio per non finanziarci sul mercato attraverso le vendite“.

SU 777. “Sono dipendente del Genoa e non di 777, quello che accade sopra la nostra testa a volte lo sappiamo dalla stampa. Posso dire che i nostri rapporti con gli azionisti non sono cambiati e il nostro lavoro è normale. A livello di gruppo puntiamo a diventare più indipendenti con una gestione trasparente, con assunzioni di personalità esterne. Ora si è dimesso un membro del board del Genoa legato a 777 e inseriremo una persona indipendente, dal mondo della finanza e non da quello calcistico. Non sarà l’unico, vorremmo mettere almeno due persone di questo tipo nel cda. Il gruppo punta ad avere successo con tutte le squadre. Gli step sono più legati ai campionati, per esempio la Serie A sta decisamente più in alto del Belgio. Ampliarci? In questo momento non stiamo pensando a ingrandire il gruppo, potremo farlo magari nei prossimi mesi, ma per ora ci fermiamo“.

SU A-CAP. “Parlo quasi come esterno in questo caso. C’è un creditore che si chiama A-Cap, c’è stato un confronto con loro e da quello che capiamo c’è stato un accordo per sistemare la governance a livello di attività calcistica. Quella vicenda è esterna a noi anche se ci riguarda a livello mediatico, ma a livello di lavoro ordinario le cose non sono cambiate, facciamo il controllo delle finanze settimanalmente con il gruppo e non è cambiato nulla. Non ci sono assolutamente problemi per quanto riguarda il mondo Genoa“.

 

 

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