Il Genoa ha perso il derby di Coppa Italia contro la Sampdoria. Lo ha perso nel modo, forse, più brutto possibile. Alla lotteria dei rigori, dopo essere stato in vantaggio per quasi tutto il match e aver subito il pareggio doriano a pochi minuti dalla fine. È un vero e proprio psicodramma per il popolo rossoblu, e le colpe di questa disfatta sono rintracciabili in ogni aspetto della piazza.
Dramma Genoa: Gilardino perde il derby con un cambio
Il momento in cui mister Alberto Gilardino ha purtroppo per lui perso il derby è individuabile in un minuto preciso della partita. Il 64’. A questo punto della contesa Gila manda in campo Fabio Miretti, che fa il suo esordio in rossoblu. Chi esce per fargli posto? Vitinha, l’uomo che più di tutti aveva garantito fino a quel momento la ricerca della profondità e aveva pressato incessantemente la retroguardia blucerchiata, spezzando il ritmo della manovra avversaria.
Va bene, probabilmente Gilardino ritiene Miretti una vera e propria sottopunta. È però chiaro che il classe 2003 anche nel suo atteggiamento più spregiudicato non avrà mai le caratteristiche spiccatamente offensive di un pur stremato Vitinha. Con questa sostituzione il Grifo si è abbassato troppo, consegnandosi di fatto alle folate dei rivali. Che alla fine sono riusciti a pareggiare.
Sarebbe però sbagliato affibbiare tutta la responsabilità al mister, che semplicemente manda in campo chi vede a sua disposizione girandosi verso la panchina. Un materiale umano che non è oggettivamente ampio e variegato, e la colpa non è certo del tecnico ma di chi sta sopra di lui.
La rosa del Genoa è inadatta: il derby lancia un’allarme
È ormai chiaro a tutti, anche ai più inguaribili ottimisti, come il mercato estivo rossoblu sia stato nettamente insufficiente. Proviamo, per un momento, a sgomberare la mente dalle limitazioni imposte dall’Agenzia delle Entrate e dalla proprietà che pare aver chiuso i rubinetti, e concentriamoci sull’aspetto strettamente tecnico.
Ammesso, come crediamo anche noi, che Gollini valga Martinez e Pinamonti non sia inferiore a Retegui, è lampante come il tassello occupato da Albert Gudmundsson nel mosaico Genoa non sia stato rimpiazzato adeguatamente, rovinando l’opera. I soldi per farlo non ci sono? Va bene, allora bisogna agire con le idee.
Difficile farlo, però, se l’unico vero uomo di calcio nella dirigenza rossoblu è il ds Marco Ottolini, che in questo momento predica nel deserto e sembra anche – giustamente – un po’ confuso sul da farsi (prima aveva dichiarato di non voler guardare al mercato svincolati, ora sembra aver cambiato opinione).
Quello dell’assenza degli uomini di campo all’interno dell’organigramma di una società è un problema che hanno anche altre piazze italiane attualmente nell’occhio del ciclone, come Roma e Milan. Guarda caso, entrambe sono di proprietà americana come il Grifone.
I tifosi del Genoa: troppa pressione e atteggiamento immaturo
L’ultimo (non per importanza) colpevole della disfatta del derby è il tifo rossoblu. Sia nella sua parte più moderata che in quella più estrema.
Il tifoso medio, infatti, ha messo troppa pressione ad una squadra perlopiù giovane e inesperta, in cui pochi interpreti possono vantare di aver giocato partite di questo peso. A nulla sono valsi i tentativi di Gilardino di stemperare la tensione tramite dichiarazioni che parlavano di focus sul campionato, perché i sostenitori rossoblu reclamavano la testa della Sampdoria da almeno un mese ai giocatori. Risultato? Gambe imballate e paura di perdere. E se giochi con paura, spesso perdi.
Va steso poi un velo pietoso sulle frange ultras che hanno fatto di tutto per aizzare i rivali, portandoli allo scontro con l’esposizione dei famosi striscioni rubati a maggio scorso. C’è, però, paradossalmente un’attenuante anche in questo caso.
Le istituzioni locali infatti hanno letteralmente dormito su questa stracittadina, sottovalutandola e limitandosi ad organizzare in fretta e furia un incontro in Comune fra un sindaco che, in piena campagna elettorale, sicuramente pensa a ben altro e i due allenatori, il cui ruolo non è certamente quello di fare da balia agli ultras, ma preparare le partite.



Tifoseria no
Forza genoa e basta ripartire in fin dei conti di derby ne abbiamo persi di più importanti… Sono stati fatti degli errori ma non è il momento di cercare i colpevoli
Il derby ha visto almeno una squadra vincere . Le tifoserie sono tutte e due uscite sconfitte 😪
Se giochi con la cacca nei pantaloni certamente non fai risultati ma soprattutto non riesci ad esprimere il tuo gioco
La cosa peggiore ragazzi e che qui tutti si sapeva di perderlo prima di giocarlo.. quindi se non funge la testa…. di tutti ghelemmuintucu poi mettici infortuni cessioni ect… rialzarsi subito e sostenere forza grande Genoa.
Premesso che sono più preoccupato del prosieguo del campionato che incaxxato per un derby di Coppa Italia perso ai rigori, reputo responsabili in primis ALCUNI tifosi, poi l’allenatore (squadra terrorizzata, chiusa in difesa contro NESSUNO dopo il gol, cambi criticabili per eccessivo difensivismo), società allo sbando e un po’ alla sfortuna per gli infortuni (alcuni si rompono sempre, ma noi li sfasciamo propri tutti). Assolvo invece quasi tutti i giocatori.
I tifosi …i tifosi del Genoa non perdono mai , una sconfitta sul campo non li abbatte siamo e resteremo la storia , la bellezza i colori di questa città ❤️💙
Gilardino e i tifosi veri sono vittime della società.
DRAGUSIN, MARTINEZ, GUDMUSSON, RETEGUI, SPENCE, STROOTMAN che purtroppo ha smesso.
Dove sono i degni sostituti, a parte Gollini secondo me, ovviamente non ci sono. A chi critica i cambi nel derby dico che le dinamiche le conosce solo il Mister, inutile fare noi gli allenatori. Abbiamo una squadra estremamente indebolita , giocano quelli che lo scorso anno facevano le riserve. Staremo a vedere, aspetterei sino alla decima giornata per capire se la squadra trova una sua identità anche perché è stata disfatta proprio alla partenza del campionato.
non sono d’accordo io come tifoso non perdo mai!!!!!!!!❤💙❤💙❤💙
La tifoseria quella bella che va allo stadio per sostenere la maglia e cantare non perde mai, per tutto il resto di quello successo e di quello che verrà no comment 🤐🤐.