Si arricchisce di ulteriori sviluppi la telenovela legata all’acquisto e alla ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris. Con un comunicato stampa rilasciato in via ufficiale, infatti, il Genoa ha sollecitato la Sampdoria ad aderire alla proposta inviata dal Grifone al Comune come da accordi originari alla creazione della NewCo Genova Stadium. I blucerchiati negli ultimi giorni si erano messi di traverso volendo far pagare al Genoa una cauzione di 5 milioni di euro per aderire al progetto. Di seguito, la nota integrale.
IL COMUNICATO SUL FERRARIS. “In ordine alle notizie apparse sulla stampa negli ultimi giorni relativamente alla proposta di acquisto e ristrutturazione dello Stadio da noi presentata martedƬ scorso, teniamo anzitutto a ringraziare lāAmministrazione comunale per la disponibilitĆ dimostrata nel corso degli ultimi mesi e per la proficua collaborazione nel perseguimento dellāobiettivo comune di pervenire celermente allāacquisto e alla ristrutturazione dello Stadio.
A questo proposito intendiamo altresƬ ribadire il nostro auspicio che anche Sampdoria voglia aderire alla nostra proposta, come era stato del resto originariamente concordato tra i due Club, e che siamo in questo senso pienamente disponibili allāaggregazione con Sampdoria in qualsiasi momento e stato di avanzamento del procedimento di cui alla c.d. Legge Stadi avviato dalla nostra proposta.
Siamo in costante contatto con lāAmministrazione comunale in vista del previsto avvio, allāinizio della prossima settimana, della conferenza di servizi che esaminerĆ la nostra proposta al fine di dichiararne il pubblico interesse per il prosieguo del procedimento di acquisto e ristrutturazione dello Stadio ai sensi della Legge Stadi, con la finalitĆ di rispettare la tempistica imposta dalla UEFA per la candidatura dello Stadio quale sede idonea ad ospitare la manifestazione āEuro 2032ā, che costituisce un obiettivo, di fondamentale importanza per lāintera cittĆ di Genova, giĆ ampiamente condiviso tra i due Club e lāAmministrazione comunale“.



Negli ultimi mesi, tra smentite e dietrofront, nemmeno loro si fidano dei nostri dirigenti.
Hanno chiesto 5 milioni di cauzione, per essere un po’ più sicuri.
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