Kazuyoshi Miura ex giocatore del Genoa ed il primo giapponese a giocare in Serie A ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport.
L’ANEDDOTO SULL’AEREOPORTO- “Ero all’aeroporto di Genova. Più o meno nel 2002. Vedo sbucare il mio bagaglio dal rullo e intravedo un biglietto con su scritto “grazie”, subito pensai ad un furto. A uno di quei ladri alla Lupin che ti lasciano un messaggio dopo averti derubato. Ero terrorizzato, poi ho preso la valigia. C’era scritto “grazie… per quel gol contro la Sampdoria. Firmato: lo staff dell’aeroporto”. Lì ho capito che gli italiani sono unici.”
SUL GOL NEL DERBY- “Arrivavo da annate di gol in Giappone e giocavo in nazionale. Inoltre, quella rete non servì a evitare la sconfitta per 3-2. Il tempo mi ha fatto capire la sua importanza. Un paio di anni fa sono tornato a Genova con la famiglia per passare il Natale e percepii il valore di quel gol. Un amico allenatore mi portò in mezzo ai bambini che seguiva e mi presentò così. Ma lo sapete che questo signore ha segnato nel derby?”. Nessuno ci credeva, così tirò fuori il telefono. La reazione è stata incredibile. Una sorta di “wow’” condiviso. “Ma sei davvero tu?”. Io non sapevo cosa dire. Ecco, lì mi sono reso conto di quanto sia stato importante quel gol. Io gioco per questo. Per far divertire la gente e divertirmi io.”


