In una lunghissima intervista ai microfoni di Cronache di Spogliatoio hanno parlato Andrea Pinamonti, Morten Thorsby e Morten Frendrup. Ecco cosa ha raccontato l’attaccante del Genoa.
PINAMONTI. “Ho avuto tutto da mia madre e mio padre, mi sento un privilegiato. Potevo giocare a tennis, sono arrivato a un bivio e ho scelto il calcio. Ma non ho mai avuto pressione su cosa fare. Anche dopo la mia scelta i miei mi hanno seguito in tutto e per tutto. Sono andato via dal Cles a 14 anni, andando in convitto all’Inter. Però dagli 8 ai 13 ero al Chievo, facevo avanti e indietro e vivevo a casa mia. Mia madre mi portava il pranzo in macchina. Il passaggio in convitto è stato brutto ma anche liberatorio, pro e contro. Lo rifarei perchè mi è servito tantissimo.
Alcuni miei compagni piangevano la sera perchè sentivano la mancanza di casa. Ho avuto tante esperienze con allenatori e giocatori diversi. I miei anni all’Inter sono quelli in cui ho imparato di più dai giocatori, con Icardi ad esempio. Dopo quell’anno mi sono sentito migliore. Ogni allenatore poi ha la sua idea di gioco, da lì puoi aumentare il tuo bagaglio di esperienza. Da attaccante mi piace avere più persone intorno a me. Se un giorno facessi l’allenatore giocherei così. Con mio padre ho sempre guardato la Serie A, ma la Premier League è un campionato che mi affascina, Drogba e Torres erano tra i migliori attaccanti.
Il nostro stadio è tra i top in Italia e i nostri tifosi sono fantastici. Strano da dire perchè dovremmo dare il massimo in tutte le partite, ma in uno stadio così quando sei morto scopri di avere energie in più. So che devo fare molto lavoro difensivo perchè la squadra ha bisogno di questo. Arrivare lucido alla conclusione? Mi hanno sempre criticato per le corse inutili in cui spendevo troppe energie, sono migliorato negli anni, è una cosa che sto migliorando ed è importante perchè ormai nel calcio è impossibile un giocatore che non fa fase difensiva. Il mio momento più difficile?
La mia prima esperienza qui, aspettative esagerate, tutti si aspettavano qualcosa che non ero ancora in grado di fare. Preferivo giocare fuori casa che in casa, cosa che ora è il contrario. Andavo a leggere i commenti su di me e anche se mi ripetevo che non mi davano peso, però mi toglievano. Non c’è un limite a nulla, tutti possono scrivere quello che vogliono con profili magari falsi. Adesso anche quando faccio bene non leggo nulla. Ovviamente uso i social, però secondo me bisognerebbe far qualcosa, troppa cattiveria. Smettere? No, di testa riesco a scrollarmi le cose da dosso.
Aspetto mentale nel calcio? Non ho un mental coach ma penso sia un’ottima cosa. Perin me ne ha parlato, non escludo di averne bisogno in un futuro o iniziare un percorso anche senza averne bisogno. Nazionale? Non potrei non averne voglia, è un mio obiettivo e farò il mio meglio per raggiungerlo. Abbiamo un fine campionato molto impegnativo, penso a quello“.



Leggi questo:SUUUUUUCA!
con 2500000€ netti dovrebbe dare molto di più!!!!!