In una lunghissima intervista ai microfoni di Cronache di Spogliatoio hanno parlato Andrea Pinamonti, Morten Thorsby e Morten Frendrup. Ecco cosa ha raccontato l’attaccante del Genoa.
THORSBY. “Ho avuto un viaggio nel calcio diverso dagli altri, sono cresciuto in Norvegia senza mai fare scuola calcio ma tanti sport. In Italia invece se giochi a calcio giochi sempre a calcio. È un altro modo di pensare allo sport. Chi ci aiuta fuori dal campo? Il team manager ci aiuta in tutti gli aspetti che non c’entrano col calcio, tutto ciò che succede in campo è per lo staff tecnico. Ma qui è una società in cui si può parlare con tutti.
Dopo le partite con Frendrup facciamo a gara per vedere chi ha corso di più. Modulo? Tutti abbiamo un ruolo preferito, ma ci vuole una squadra che funziona e così tu puoi essere la versione migliore di te. Abbiamo tutti bisogno della squadra per rendere di più. Ragiono come un centrocampista. Da giovane tifavo Arsenal, il mio preferito era Rosicky. Norvegia? Speriamo di andare a Europei o Mondiali per la prima volta dopo 20 anni. Abbiamo tanta qualità nel campionato norvegese, forse avremo la prima squadra che andrà direttamente in Champions. Nel recupero palla ho imparato tanto da Frendrup.
Nuove regole sui falli? Non sono la persona giusta a cui chiedere, faccio tantissimi falli, dovrei studiare per capire meglio come farne meno. Tre anni fa in Germania ho avuto tanti problemi fisici, quell’anno è stato pieno di difficoltà e ho capito che la salute viene prima di tutto, senza quella non si può fare nulla. Paura di smettere? No, ma da giovane ti senti immortale, poi ti vengono un sacco di problemi allo stesso tempo. Era difficile. Negli ultimi 5 anni ho avuto un mental coach, sono contento che molti calciatori ne parlino, è importante anche per i giovani. Viviamo in un mondo che può essere pesante, sono contento che questo aspetto diventi meno tabù“.


