Anche Gian Paolo Calvarese, ex arbitro e opinionista, è tornato sulla controversa concessione del rigore felsineo in Bologna-Genoa. Lo ha fatto al Secolo XIX, ecco le sue parole.
CALVARESE. “Il fallo di mano è difficile da valutare ma gli arbitri hanno preso una strada sbagliata. Per me non è rigore. E comunque può essere fischiabile dal campo, mai dopo l’intervento Var. Per vari motivi: Carboni non cerca di opporsi a un tiro, a un cross, anzi, quella palla la colpisce Ekuban, un compagno, e a distanza ravvicinata, è inaspettata. Il braccio non è alto, e inoltre è simmetrico con l’altro, vuol dire che quella è una postura, per tenere l’equilibrio, non c’è volontà. Il regolamento non dice che devi difendere con le braccia dietro la schiena sennò non puoi marcare. Il tocco avviene tra spalla e gomito, non tra gomito e mano, altro indizio a favore della non punibilità. E poi col Var ci dovresti mettere un secondo per dire che è rigore, se devi rivederlo così tante volte non c’è chiarezza. In quel momento del match, per dare un penalty, deve esserci un’evidenza del 100%“.


