Gian Paolo Calvarese, ex arbitro e oggi opinionista, sui suoi canali social ha dato il suo punto di vista sui rigori assegnati per falli di mano con On Field Review in Lazio-Genoa. Ecco le sue dichiarazioni, con particolare accento sul primo dei tre penalty, il più discusso, quello fischiato ad Aaron Martin.
Calvarese: “Nel primo rigore assegnato in Lazio-Genoa ci si dimentica che nei falli di mano conta la dinamica”
“Nel primo rigore assegnato c’è un elemento evidente, il braccio di Aaron Martin è alto, molto alto, e se ci fermiamo a quel frame, quando impatta il pallone, quella posizione può sembrare da calcio di rigore. Ma nei falli di mano conta la dinamica. Il braccio di Martin è alto perchè sta marcando, è a contrasto, sta cercando di prendere posizione, non di opporsi a un tiro o a un cross. E soprattutto c’è un elemento centrale: il pallone non arriva direttamente su quel braccio, rimbalza prima su Ostigard, poi cambia traiettoria, e solo a quel punto finisce sul braccio. Gli altri due rigori sono invece netti. Gila si oppone col braccio che va verso il pallone, mentre Ostigard ha il braccio altissimo e intercetta un altro tiro in porta“.
Seguici su
Aggiungi calciogenoa.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


