Salcedo: “Il Genoa resterà sempre nel mio cuore, l’esordio con Juric un sogno realizzato”

Il racconto di Eddie Salcedo, cresciuto nel settore giovanile del Genoa e oggi all'OFI Creta con cui ha vinto la Coppa di Grecia

Salcedo

Eddie Salcedo, cresciuto nel settore giovanile del Genoa e poi tornato al Grifone dopo il passaggio all’Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Gianlucadimarzio.com per raccontare la sua carriera. Attualmente il classe 2001 veste la maglia dell’OFI Creta, con cui ha segnato 9 gol in 21 partite di campionato.

L’arrivo all’Inter

“Ho dato troppe cose per scontate: ero convinto che il talento da solo bastasse per arrivare in alto e vivevo come se certi traguardi mi spettassero automaticamente. Col tempo ho capito quanto quegli errori mi siano serviti: oggi ho una maturità completamente diversa”.

Salcedo oggi

“Ora gioco nell’OFI Creta e qui mi sento davvero a casa. In questa stagione ho segnato 12 gol e abbiamo conquistato la Coppa di Grecia, un successo che il club aspettava da quarant’anni”.

L’esordio in Serie A con Juric

“Avevo appena quindici anni quando è arrivata la chiamata in Serie A. Solo tre mesi prima stavo disputando le fasi finali con l’Under 16, poi grazie a Ivan Juric mi sono ritrovato catapultato tra i grandi. È stato un sogno realizzato, tutto bellissimo ma anche rapidissimo. Successivamente è arrivato il trasferimento all’Inter e lì non ho avuto la giusta consapevolezza: pensavo che il mio talento sarebbe stato sufficiente per emergere. All’inizio le cose andavano bene, sia nella Primavera nerazzurra sia poi all’Hellas Verona con Juric in Serie A, ma alla lunga ho pagato quell’atteggiamento. Però credo molto nel destino: penso che ogni esperienza abbia avuto un senso e che il tempo, alla fine, metta tutti nel posto giusto”.

L’inizio dei prestiti e il ritorno a Genova

“Ho trascorso sei mesi in Serie B al Bari per ritrovare me stesso, poi altri sei mesi al Genoa. In realtà lì le cose non erano andate male: avevo collezionato otto presenze e segnato due gol, in una squadra che lottava per vincere e dentro un ambiente fantastico. Ancora oggi sento molti di quei compagni, e ogni volta che guardo giocare il mio amico Caleb Ekuban finisce quasi sempre per segnare. Il Genoa è una società che lavora molto bene con i giovani e resterà sempre nel mio cuore. Dopo quel prestito speravo di poter restare o comunque di fare un salto in avanti, invece mi sono ritrovato prima nella seconda divisione spagnola con l’Eldense e poi al Lecco, dove il clima era complicato e abbiamo chiuso la stagione con la retrocessione in Serie C. È stata una botta pesante”.

Il rapporto con Ahanor

“Per me Honest Ahanor è quasi un fratellino. Siamo entrambi di Genova e abbiamo condiviso un allenatore fondamentale nella nostra crescita, Cristiano Francomacaro, che considero un vero padre calcistico. Io e Honest siamo molto legati: durante l’estate ci alleniamo spesso insieme e sono felicissimo di vederlo brillare anche in Champions League”.

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