Roberto Trapani, responsabile del settore giovanile del Genoa, ai microfoni di Cronache di Spogliatoio ha illustrato il suo lavoro e il suo programma per i giovani talenti rossoblù. Ecco le sue parole.
Il metodo Trapani
“All’allenatore della Primavera non ĆØ stato richiesto di arrivare a un certo punto della classifica. L’allenatore della Primavera nel suo contratto non ha dei bonus, ad esempio, su un potenziale arrivo ai playoff. Ma ha dei bonus per quanti più giocatori della Primavera arrivano in prima squadra, numericamente quello che era stato fatto l’anno scorso. La base ĆØ partita da un’osservazione di cosa succede all’estero, dove non esistono contratti annuali e non si viene giudicati dai risultati. Normale che altrimenti un allenatore fa del campo il suo biglietto da visita per la stagione successiva. Quindi dare loro 3 anni di contratto ĆØ stata una scelta per dare continuitĆ e coerenza. Poi ĆØ chiaro che nessuno scende in campo per perdere, però ĆØ altrettanto vero che nel settore giovanile non possiamo basarci solo su quello, ma anche sul singolo. Ci interessa vedere i giocatori cresciuti”.
Sul rapporto con la prima squadra
“L’anno scorso con mister Sbravati sono stati fatti 6 esordi e 14 convocazioni diverse in prima squadra, un qualcosa ovviamente di storico. Abbiamo la fortuna di avere un presidente e un amministratore delegato che ĆØ sempre stato un visionario sulla gestione dei giovani legati alla prima squadra. Con il ds Diego Lopez abbiamo un rapporto quotidiano per quanto riguarda la gestione dei giovani e la fortuna di avere due allenatori, Criscito e De Rossi, che coi giovani hanno avuto un passato importante”.
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