Gilardino: “Sto vivendo un sogno, ma adesso viene il bello”

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Il tecnico rossoblù ha parlato ai microfoni de La Repubblica dell’avventura in rossoblù fino alla promozione in Serie A

Alberto Gilardino, artefice della promozione in Serie A del Genoa e della realizzazione della promessa dell’Only One Year, ha parlato ai microfoni de La Repubblica. Ecco le sue dichiarazioni:

SULLA PROMOZIONE: “Ho vissuto un sogno. Se hai la fortuna dalla tua parte i sogni diventano realtà, ma serve anche tanto lavoro. La mia fortuna è stata avere una società che ha creduto in me. Quando mi hanno chiesto di allenare la prima squadra sono stato il primo ad essere sorpreso”.

SULLA CARRIERA DA ALLENATORE: “Il calcio è unico, ma se credi in quello che fai, se hai perseveranza e volontà prima o poi arrivi. Questa stagione con il Genoa completa un percorso di crescita che ho voluto fare senza prendere scorciatoie. Mi hanno dato del matto quando ho scelto di partire da Rezzano, ma quella è stata la strada giusta”.

SULLA CHIAMATA IN PRIMAVERA: “Non ho aspettato un attimo a dire di sì a Taldo. L’ho considerato un importante step della mia carriera”.

SULLA CHIAMATA IN PRIMA SQUADRA: “Essere un precario non mi ha turbato. Sapevo che alla squadra dovevo dare un’identità forte e che soprattutto i ragazzi andavano responsabilizzati. Ma contemporaneamente dovevo anche creare fiducia e dare ancoraggi positivi, punti di riferimento certi. Il segreto del successo è stata l’alchimia con la nostra gente. Il 6 maggio ho vissuto emozioni indescrivibili, non sarei mai voluto uscire dallo stadio. Avrei voluto continuare a far festa con i tifosi”.

SUL RAPPORTO CON I TIFOSI: “Prima ho voluto dimostrare le cose con i fatti. Anche da calciatore mi piaceva parlare con i gol”.

SULLA REALIZZAZIONE DEL TRAGUARDO RAGGIUNTO: “Durante la stagione ci sono stati dei momenti in cui abbiamo potuto pensare positivo e che ci hanno trasmesso fiducia. Penso alle vittorie con Frosinone, Bari e Cittadella. E decisivo è stato il boato al gol del Modena contro il Bari. Eravamo in difficoltà, ma sentendo l’urlo della gente la squadra ha avuto una scarica di adrenalina”.

SUL BARI: “Hanno lavorato bene, ma siamo stati più forti di tutto e tutti”.

SULLA DIFESA A TRE: “Non bisogna avere vincoli tattici. Per prima cosa deve capire dove si trova e valutare il materiale umano che ha a disposizione. Io ho avuto la fortuna di avere giocatori pensanti ed estremamente intelligenti”.

SUL GRUPPO: “Ho cercato di coinvolgere tutti, anche se è normale che poi un allenatore debba fare delle scelte. Alcune, ve lo assicuro, sono state sofferte. Siamo arrivati ad un punto che il traguardo si avvicinava e alcuni giocatori non avevano fatto nemmeno un minuto, ma un allenatore deve essere forte e andare con le proprie convinzioni”.

SU CHI È CRESCIUTO DI PIU’: “Penso a Gudmundsson, Frendrup e Vogliacco, ma questa è stata una vittoria di gruppo e i nostri giocatori più vecchietti sono stati determinanti”.

SUI FESTEGGIAMENTI: “Adesso viene il bello, ma non dobbiamo calare l’attenzione. Ci aspettano ancora due partite contro Frosinone e Bari. Vogliamo chiudere alla grande”.

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