L’islandese è il capocannoniere dei rossoblù con 13 reti tra campionato e Coppa
Albert Gudmundsson è il classico attaccante con il vizio del gol del quale il Genoa aveva bisogno. Veloce, amante del dribbling e cosciente di cosa voglia dire sacrificarsi per la squadra. Anche con il Frosinone, nonostante Gilardino avesse deciso di concedergli solo poco più di un quarto d’ora, l’islandese ha gonfiato la rete.
Per lui quella è stata la 13a rete stagionale tra campionato di Serie B e Coppa Italia. Traguardo che gli ha permesso di raggiungere la doppia cifra assieme a Massimo Coda. Come scrive Il Secolo XIX, solo una volta Albert era riuscito a superare quota 10 gol, ma era la stagione 2016/2017 e militava nella seconda squadra del PSV in Serie B olandese. Nulla a che vedere con la cadetteria italiana.
La crescita esponenziale del folletto è certamente dipesa dall’arrivo sulla cattedra rossoblù di Alberto Gilardino che, dopo averlo provato come trequartista o esterno, ha fatto la scelta di spingerlo più avanti.
“Gudmundsson è un giocatore di talento e bisogna lasciargli lo spazio in mezzo al campo” ha detto il tecnico campione del mondo. A dare conferma delle parole del Violinista ci sono i dati. Nella gestione Blessin, Albert aveva segnato solo una volta e realizzato due assist. Nel “secondo Genoa” l’islandese ha totalizzato altri 9 gol e 3 assist diventando uno dei giocatori di maggior peso del Grifone.
Proprio vista l’importanza di un giocatore come Albert, il Genoa deve pensare bene a come valorizzarlo l’anno prossimo in Serie A, costruendo attorno a lui un attacco in grado di andare a rete anche nella massima divisione italiana. Ekuban ha buone qualità, ma fatica molto quando deve essere punto di riferimento per il resto della squadra.
Discorso analogo per Salcedo, il quale ha ancora da maturare sotto certi aspetti da seconda punta. Il giovane talento della cantera rossoblù ha bisogno di un compagno che sia capace di coprire l’area con qualità. Posizione ricoperta da Puscas e Coda, il quale pensa già all’anno prossimo e al riscatto.
“Addosso ho l’etichetta di ‘giocatore di Serie B’ e ammetto che è brutto, ma allo stesso tempo mi piace, perchè ogni squadra che vuole vincere il campionato si affida a me. a 34 anni mi resta poco per essere un giocatore di Serie A, ma voglio farlo nel modo giusto“.
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