Il figlio del Professore ha raccontato l’emozione vissuta nell’assistere alla sfida tra Genoa e Bari all’ultima di campionato
Tobias Scoglio, figlio del Professore, ha raccontato ai microfoni de Il Secolo XIX l’emozione che ha provato al Ferraris assistendo alla sfida tra Genoa e Bari. Queste le sue parole:
SUL VIAGGIO PER ESSERE A GENOVA: “Ci ho messo 13 ore ad arrivare d Berlino. All’altezza di Francoforte mi si è guastata la macchina e ho dovuto chiedere a mio cugino di venirci a prendere e portarci fino a Genova. Gli ho detto che era una questione di vita o di morte”.
SULL’EMOZIONE PROVATA: “L’ultima volta che sono venuto era in occasione del decennale della morte di papà. Mio figlio aveva solo 3 anni. Era da un po’ di tempo che mi chiedeva di venire. Tornare è stata un’emozione incredibile, abbiamo seguito la partita nella Nord e il giorno prima abbiamo aiutato con la coreografia. “.
SU SUO FIGLIO: “Dario Bianchi mi aveva avvisato che portarlo allo stadio sarebbe stato pericoloso. E aveva ragione! Mi ha già chiesto di tornare almeno una volta al mese”.
SU CRISCITO: “Purtroppo non si sono mai conosciuti, ma sono sicuro che se fosse stato il suo allenatore lo avrebbe convinto a fare ancora un paio di anni. Mio padre li faceva giocare anche con una gamba sola”.
SU GILARDINO: “È molto diverso da com’era mio padre, ma hanno una cosa in comune: Gilardino non ride molto. E questo lo rende molto simile a lui. Inoltre ho letto che dorme poco, proprio come il mio papà”.
SULLA PARTITA: “Mi è piaciuto tanto come ha giocato il Genoa, molto aggressivo e propositivo”.
SULLA PROSSIMA STAGIONE: “Spero in una salvezza tranquilla, magari con un decimo posto”.
Seguici su
Aggiungi calciogenoa.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


