L’esterno del Genoa Stefano Sabelli ha rilasciato una lunga intervista al Secolo XIX toccando vari temi, dalla sua vita in cittĆ al suo rapporto con Gilardino, passando per l’attuale stagione in rossoblu e la prossima partita contro l’Udinese.
SUI PUNTI PERSI NEI MINUTI FINALI. “Veniamo da un percorso che parte dalla scorsa stagione. Se siamo rammaricati per una mancata vittoria a Napoli questo deve essere un ulteriore punto di partenza perchĆ© significa che stiamo facendo un bel campionato. Poi ĆØ normale che, se prendiamo spesso gol negli ultimi minuti, non può essere una coincidenza e allora dovremo prestarci più attenzione“.
SU GENOA-UDINESE. “Ogni partita nasconde difficoltĆ , loro hanno trovato un grande equilibrio, hanno vinto a Milano e Torino. Fisicamente forse sono la squadra più forte del campionato. Noi giochiamo tutte le partite per vincere e per raggiungere il prima possibile il nostro obiettivo“.
SU GILARDINO E SUL GRUPPO. “Le parole del mister fanno piacere. Trovare un allenatore e uno staff che ti danno fiducia, ti spinge a fare sempre meglio e ad avere quasi un debito nei loro confronti Nel nostro gruppo ci sono tanti ragazzi che vengono da molti Paesi e quindi potrebbe non essere facile ambientarsi. Noi cerchiamo di aiutarli e anche loro aiutano noi“.
SULL’ATTEGGIAMENTO IN CAMPO. “Io sono cosƬ solamente in campo perchĆ© poi fuori sono tranquillissimo. Diciamo che in campo non ho tanti amiciā¦La corsa di Vogliacco per calmarmi contro l’Atalanta? Su questo ci alterniamo perchĆ© conosciamo i pregi e i difetti lāuno dellāaltro. Quando stiamo oltrepassando il limite, ci diamo una mano a vicenda“.
SUL SOPRANNOME DATOGLI DA BLAZQUEZ. “Sabellao ĆØ diventato un tormentone. Ieri ero in macchina coi bimbi, a un certo punto ho sentito uno che urlava Sabellao e ho pensato: ‘Questo ce lāha con me’. A me piace scherzare e ridere sia nello spogliatoio, sia fuori coi miei amici“.
SU UN POSSIBILE GOL. “Magari. Lāunico gol in A lāho fatto proprio al Genoa. Ma a me interessa la squadra. Posso anche non segnare da qui alla fine, basta che facciamo più punti possibili“.
SULLA PIAZZA E LA VITA A GENOVA. “Quando stai bene in una societĆ e trovi un gruppo di lavoro che ti fa stare bene, dal magazziniere al presidente, non cāĆØ motivo per cambiare. Da parte mia cāĆØ completa disponibilitĆ . Ć la prima volta che vivo in pieno centro, le altre volte avevo sempre vissuto fuori per comoditĆ . Mi trovo bene perchĆ©, avendo tutto a portata di mano, non devo mai usare la macchina. Poi certo coi bambini la vita ti cambia. Io ne ho avuti due in un colpo solo, anche per loro vivere in centro ĆØ più comodo. Io e mia moglie facciamo tutto quanto in base ai nostri figli. Il nostro posto fisso sono diventati i gonfiabili in Corso Italia dove passiamo due ore ogni pomeriggio perchĆ© i miei bimbi impazziscono per quei giochi“.
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a Napoli a far che , panchina tutto l’anno