ACG contro Lega e Pay Tv: “Ci sfruttate per aumentare introiti”

"Le esigenze e le problematiche di chi va allo stadio, evidentemente, diventano secondarie al “vil denaro”. E allora proviamo anche noi ad occuparcene"

genoa torino

Lungo e durissimo comunicato dell’Associazione Club Genoani. Il bersaglio della nota, rilasciata nelle scorse ore, è la Lega Serie A, con la compartecipazione delle Pay Tv, ritenuta responsabile dell’ennesima data e ora sfavorevole assegnata al Genoa. Il Grifone, infatti, giocherà anche l’ultima gara di campionato, contro il Bologna, alle ore 20:45 di venerdì. Riportiamo di seguito le parole dell’ACG.

ACG. “Noi siamo i genoani. E lo sapete bene come siamo nelle sedi di Dazn e Sky. Siamo quelli delle coreografie impareggiabili e dello stadio con la più alta percentuale di riempimento della serie A, che dà un bel “colpo d’occhio” durante le dirette TV, con Guasto d’Amore che attira telespettatori da Bolzano a Palermo. Ma siamo anche quelli che seguono in massa la squadra in trasferta, che si fanno sentire forte ovunque e allora. Perché non farci giocare di lunedì sera a S. Siro, per aumentare “il sonoro” alla scala del calcio?

Lo sapete e ci sfruttate. Per aumentare l’audience e gli introiti pubblicitari nei giorni e negli orari più improbabili, incuranti di cosa ci costa in tempo e denaro. Non ve ne frega nulla e non considerate nulla. La logistica difficile della città, l’ubicazione del Ferraris in un quartiere densamente popolato e neppure il fatto che, tanti di noi, provengono da fuori Genova e per viaggiare anche soli 80 km sulle autostrade liguri (di feriale o peggio serale), fra lavori e chiusure, si può impiegare più di un volo Roma-Londra.

Anche la Lega Serie A e la Lega Serie B, tanto quanto voi, se ne fregano. Lo dimostra il fatto che non riescono a coordinarsi per garantire l’alternanza dei calendari con l’altra squadra e spesso ci troviamo a giocare al Ferraris nello stesso weekend. Ma forse non è ancora chiaro di cosa stiamo parlando. Eccolo spiegato nei dati di quest’anno. 13 partite, sul totale delle 38, giocate di giorno feriale (il 34 %, una su tre) di cui 8 su 19 di quelle in casa (il 42 %, quasi una ogni due). 26 partite, sul totale delle 38, giocate dalle 18:00 in poi (68 %). 1 partita su 38 (2%) giocata in casa nel canonico orario della domenica alle 15:00.

Le esigenze e le problematiche di chi va allo stadio, evidentemente, diventano secondarie al “vil denaro”. E allora proviamo anche noi, seppur non competenti, ad occuparcene, chiedendoci se non ci siano deficienze organizzative o di promozione del prodotto calcio in Italia.

Risulta infatti che la tanto decantata (e ricca !!!) Premier, riesca a soddisfare gli impegni delle coppe europee e di tre, anziché una, coppa nazionale, giocando solo di sabato e domenica. Come mai qui non si riesce?

In conclusione, vi rammentiamo che la stragrande maggioranza di chi va allo stadio è anche vostro abbonato ma se messo in difficoltà, specie economica, sceglierà sempre lo stadio e vi abbandonerà.

Se poi, questa nostra civile protesta, non fosse raccolta e riuscisse addirittura a coinvolgere anche le altre tifoserie crediamo che i problemi economici potrebbero diventare vostri“.

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