L’ex capitano e attuale dirigente del Genoa Marco Rossi stato intervistato dal Secolo XIX e gli sono stati chiesti pareri in merito alla stagione appena terminata.
Tre vittorie nelle ultime cinque partite, quando ormai la salvezza era stata conquistata da settimane.
“Eravamo una delle squadre più in forma del campionato, con il rientro di Messias, Malinovskyi e Bani avremmo avuto un bel po’ di soluzioni. Ma allargo il discorso: in due anni abbiamo fatto più di 120 punti e la rosa dei giocatori vale più di 100 milioni. Merito di mister Gilardino, che ha lavorato sui giocatori facendoli crescere e migliorare. Ma merito anche e soprattutto del direttore sportivo Ottolini”.
Un dirigente che non ama particolarmente apparire…
“Preferisce il basso profilo, caratterialmente mi assomiglia. In questi due anni ha lavorato benissimo, sul mercato e nella gestione quotidiana. È stato fenomenale. Le mosse fatte nelle varie sessioni hanno contribuito a costruire la squadra che abbiamo visto in campo. Giocatori come Vitinha, Spence, Cittadini sono arrivati a gennaio e adesso, dopo pochi mesi, vogliono rimanere. Segno che qui si lavora nel modo giusto. E poi l’ho visto commuoversi davanti al video celebrativo dei 130 anni, è diventato genoano”.
Se torniamo indietro a quella amichevole nel ritiro di Moena persa con il Venezia, la strada fatta è stata tanta. Quanto è cambiato il Genoa da allora?
“In quel momento c’erano tanti giocatori da piazzare, altri come Malinovskyi, Retegui e Messias sono arrivati dopo. Ecco, in questi mesi è stata costruita una base importante: 6-7 giocatori che trascinano il gruppo, come accadeva ai tempi in cui giocavo io”.
Quanto mancherà Strootman?
“La sua assenza si farà sentire ma penso che in questi due anni abbia seminato bene. Ha lasciato una bella eredità e tanti gli sono andati dietro, recependo i suoi insegnamenti”.
Qual è il giocatore che più ti ha impressionato?
“Se devo proprio fare un nome, allora dico Frendrup. Corre tanto, recupera palloni e adesso segna anche. I ruoli sono diversi ma un po’ mi rivedo in lui, in quella suo buttare sempre il cuore oltre l’ostacolo”.
Dopo 21 anni di Genoa si è un po’ stancato?
“No, quello mai. E poi dopo stagioni così ti viene ancora più voglia. Perché vedo gente che lavora per il bene del Genoa e questa è la cosa più importante”.
C’è qualche rimpianto per la stagione che si è appena conclusa?
“Solo per quegli 8 punti persi a tempo scaduto, quasi tutti nella prima parte di campionato. Ma fa parte del processo di crescita della squadra”.
Confermare Gilardino è la scelta giusta?
“Sì, perché se Ottolini ha fatto le scelte giuste, il mister è riuscito a fare migliorare tutti, aumentando il rendimento di tutti. E ha ragione, quest’anno siamo stati la mina vagante, il prossimo anno dovremo essere realtà, dovremo confermarci. Non sarà facile ma adesso questa squadra ha una base forte da cui ripartire”.



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Grande Marco forza Genoa ❤️💙💪
Come noi non dimenticheremo mai il nostro capitano ❤️💙
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Vogliono rimanere, il senso di appartenenza è già grande, vuol dire che l’ambiente è sano❤💙
Grande!!❤️💙👏
Allora teniamoli ❤️💙
Il nostro Marco😍❤️💙
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Grazie GRANDE 💪 Marco ❤️💙