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Gilardino prende il prestito l’albero di Natale di Ancelotti

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L’ex campione del mondo ha vissuto in prima persona, da attaccante del Milan, la geniale intuizione del suo vecchio allenatore con cui vinse la Champions League

La duttilità è la base su cui si fonda il nuovo Genoa di Gilardino. In queste settimane, abbiamo ben visto come l’ex campione del mondo prediliga un gioco capace di modificarsi in corso d’opera al fine di essere in grado di reagire ad ogni situazione in campo. E questa sua politica si è finora rivelata vincente, visti gli importanti successi negli scontri diretti contro Frosinone e Bari. Il Violinista ha avuto la fortuna di tenere pochi dubbi non solo a centrocampo, dove per qualità e quantità si parla di una delle mediane maggiormente attrezzate di questa Serie B grazie a Strootman, Badelj, Frendrup, Sturaro e Ilsanker, ma anche in difesa. Il reparto difensivo rossoblu, che da inizio anno è sempre sceso in campo con 4 elementi, rappresenta la seconda miglior retroguardia della competizione con sole 14 reti subite: dato che non ha mai portato ad avere dubbi sui difensori. Soprattutto sul duo Bani-Dragusin.

Come scrive Il Secolo XIX, è proprio in seguito a questi punti che Gilardino ha deciso di affidarsi al 4-3-2-1, modulo che conosce molto bene fin dai tempi del Milan, quando sulla panchina dei rossoneri stava Carlo Ancelotti. A quel tempo, il tecnico doveva far fronte alla necessità di fruttare al meglio i talenti Kakà, Seedorf e Pirlo, quindi si inventò il famoso “Albero di Natale”: schema che prevedeva la presenza di due trequartisti alle spalle della punta che, quell’anno, poteva essere uno tra Pippo Inzaghi o Gilardino. Fu proprio grazie a quell’invettiva che il Milan vinse la Champions League e l’ex campione del mondo si conquistò il titolo di miglior marcatore dei rossoneri in campionato.

Dopo quasi 16 anni, Gilardino prende in prestito il modulo del suo vecchio allenatore per risollevare le sorti del Genoa. Così come allora, per necessità tecniche: “Il nostro obiettivo è quello di rendere al meglio tutti i nostri giocatori” spiega il tecnico rossoblu. Esattamente come quel Milan, il Grifone gode di molti trequartisti. Oltre a Gudmundsson e Aramu, i prescelti finora nei piani del Violinista, possono coprire quel ruolo anche Jagiello e Yalcin. Per quanto riguarda la punta, la scelta rimane tra Puscas e Coda. Il primo è quello che maggiormente ha sentito i benefici della nuova guida, rendendosi protagonista di prestazioni determinanti per le vittorie del Vecchio Balordo e tornando al gol. Il secondo sta ancora faticando e voci di mercato lo vedono sempre più lontano dalla luce della Lanterna. Il numero 9 rossoblu resta tuttavia un elemento indispensabile di cui il tecnico non vuole privarsi. Nonostante i rumors di mercato, la società è stata chiara: “Coda non è in vendita”.

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