Criscito: “Il Genoa mi ha regalato ricordi indelebili”

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Il difensore rossoblù ha parlato ai microfoni de Il Secolo XIX dell’emozioni vissute alla sua ultima partita da calciatore

Un’emozione indescrivibile nel chiudere la propria carriera con il ritorno in Serie A del Genoa e con un rigore realizzato sotto la Nord, in quella stessa porta che poco più di un anno fa aveva dato in inizio al suo incubo. Criscito lascia il calcio giocato nel migliore dei modi possibili e cosƬ si racconta ai microfoni de Il Secolo XIX:

SULLE EMOZIONI VISSUTE: “ƈ stato incredibile. Soprattutto se penso a cosa era successo l’anno scorso dopo il rigore sbagliato. Poi ĆØ arrivato il rigore. La cosa bella ĆØ che tutto lo stadio aspettava questo momento. Dopo il gol segnato non ricordo nulla, solo l’abbraccio con i compagni e quello dei 35mila tifosi”.

SUL RIGORE: “Non ero preoccupato. Ad un certo punto mi si ĆØ avvicinato Cheddira chiedendomi come avrei potuto calciarlo dato che ero infortunato alla gamba. Gli ho risposto ‘Non lo so’. Ero arrivato allo stadio con la massima serenitĆ  per godermi ogni istante. Sembravo un bambino al parco giochi”.

SULL’ESSERE UNA BANDIERA: “Penso possano ancora esistere. Se un giocatore si innamora di un club ĆØ giusto che continui fino e chiuda la carriera lƬ. Ogni calciatore ha dei momenti bui, il mio ĆØ stato l’anno scorso. So di aver deluso alcuni genoani perchĆØ giĆ  da qualche mese si parlava della mia partenza. Poi resto, sbaglio il rigore e vado via. Ma adesso credo sia chiara la mia genoanitĆ . Il mio tatuaggio significa anche questo”.

SULL’ULTIMO RITORNO: “Sono tornato con l’idea poi di smettere. LĆ  non mi piaceva come stavano andando le cose. Oltre al Genoa ho avuto altre offerte, ma non le ho prese in considerazione neppure un secondo. Appena mi ha chiamata Blazquez ho detto di sƬ. Avrei giocato anche gratis, ma visto che non si poteva abbiamo concordato il minimo sindacabile”.

SUL SUO ESORDIO AL GENOA: “Ricordo che non capivo bene dove mi trovassi, era la prima volta che giocavo davanti a cosƬ tanta gente”.

SUI RICORDI MIGLIORI: “In testa al momento ho l’addio. Poi inserisco il derby di Milito e il raggiungimento dell’Europa League”.

I COMPAGNI PIU’ FORTI: “Milito, Palladino e da quest’anno Gudmundsson. Poi c’ĆØ Motta. Tecnicamente direi Juric e Milanetto”.

SU GILARDINO: “ƈ un ottimo allenatore e gestore di gruppo. Ha le idee chiare e non molla mai. Ha preparato la gara con il Bari come se ci stessimo giocando una partita di Champions”.

SUL DERBY: “Non mi mancherĆ . Marco Rossi mi ha detto che gli manca molto, ma per me adesso ĆØ finita e al momento per me no”.

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