Secondo quanto riportato da molti giornali tra cui la Repubblica Danilo Cataldi ha dovuto partecipare attivamente alla deposizione nel processo a 15 ultrà del Genoa, accusati di associazione per delinquere, estorsione, violenza privata. Cataldi, ha giocato nel Genoa oramai 7 anni fa, da gennaio a giugno 2017.
Nel processo di accusa si legge di un calcio e di graffi da parte due ultras del Grifone secondo la Procura, Massimo Leopizzi e Chiara Bruzzone. Costrinsero “Cataldi e la moglie a non farsi fotografare da una famiglia di tifosi del Genoa al termine della partita Genoa-Inter perché “indegno”. L’affermazione di Cataldi: “Il calcio a mia moglie? Fu una contestazione minima dei tifosi” ha lasciato perplessi i giudici, tanto che il presidente ha esclamato: “Se le sembra una cosa normale che un tifoso tiri un calcio a sua moglie”.
Cataldi ha in un primo momento minimizzato le pressioni dei tifosi, parlando di “insulti ma non contatti fisici”. Poi, aiutato dai giudici, ha confermato le testimonianze fornite durante le indagini, che parlavano anche di spintoni. A processo ci sono 15 tifosi che erano stati indagati nell’ambito dell’inchiesta sulle estorsioni alla società dal 2010 al 2017. Secondo l’indagine della pubblico ministero Francesca Rombolà e del procuratore aggiunto Francesco Pinto la tifoseria teneva sotto scacco la squadra per garantire la pace del tifo ed evitare altre contestazioni.



Cataldi un pavido e uomo misero