Lunga intervista del presidente del Genoa Alberto Zangrillo alla Gazzetta dello Sport. Tanti i temi toccati, dalla promozione in Serie A al trasferimento di Dragusin, fino ad arrivare agli episodi di razzismo e le polemiche arbitrali degli ultimi giorni. Ecco le dichiarazioni di Zangrillo alla rosea.
ZANGRILLO SULLA PROMOZIONE RAGGIUNTA. “Sarebbe stato un peccato mortale tradire le attese, Only One Year ĆØ frutto di un lavoro serio, faticoso ed entusiasmante. I tifosi ci ringraziavano con una risposta travolgente che noi ci impegniamo a contraccambiare facendo del nostro meglio. I buoni risultati ch stiamo ottenendo non sono csuali, ma frutto di programmazione, impegno, sacrificio, passione“.
SU 777 PARTNERS. “La proprietĆ ha dimostrato grande rispetto per la nostra storia e la nostra cultura e ciò era alla base del mio coinvolgimento in prima persona. Sto apprezzando moltissimo il loro approccio al calcio che unisce la passione alla programmazione. La ricerca del binomio risultati-stabilitĆ economica che scaturisca dalla capacitĆ di gestione calcistica internazionale e da progetti infrastrutturali che tengano conto delle realtĆ ancora inespresse e preziose dei singoli contesti“.
SULLA PIAZZA. “La cittĆ di Genova ĆØ una miniera dove poter sviluppare sinergie di straordinario impatto socio economico. innovazione e tradizione: l’imprendorialitĆ trova ulteriore spinta dalla partecipazione di una tifoseria che ha pochi rivali al mondo per calore e passione“.
SU GILARDINO. “Gilardino ĆØ stato il protagonista del girone d’andata. Ha dimostrato di saper incidere sui singoli creando un gruppo fantastico. Si ĆØ creata un’alchimia magica che protegge tutti“.
SU DRAGUSIN. “La vendita di Dragusin ĆØ stata una scelta necessaria, ponderata, condivisa da tutti coloroĀ che hanno la responsabilitĆ dell’obiettivo centrale: la crescita della societĆ nel panorama nazionale. Avremmo fatto un torto al club e anche a lui, non accettando la proposta del Tottenham“.
SU MAIGNAN. “Non vedo l’ora di abbracciare Mike, col quale ho avuto anche un’incomprensione dovuta a una mia dichiarazione a caldo su un intervento di gioco in Genoa-Milan. Ma stimo l’uomo che a Udine ha dimostrato coraggio e dato un segnale importante che abbiamo il dovere di cogliere. Non bisogna abbassare la guardia di fronte a episodi figli della mancanza di cultura e di un grave degrado mentale“.
SULLE POLEMICHE ARBITRALI. “Siamo il paese in cui si discute più di arbitri al mondo. Anche io mi sono arrabbiato a volte per qualche decisione che non ho condiviso. MaĀ una cosa ĆØ discutere su errori e cercare rimedi per ridurli, un’altra ĆØ bombardare le fondamenta del Sistema. Quello ĆØ un atteggiamento inaccettabile. Non possiamo pensare di vendere al meglio il nostro prodotto se lo screditiamo continuamente“.
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