Lunga intervista del Secolo XIX alla responsabile dell’area femminile del Genoa Marta Carissimi, da poco diplomatasi da direttore sportivo presso Coverciano. Ecco le sue dichiarazioni.
CARISSIMI SUL SUO LAVORO. “Non guardo tanto al fatto che ci siano molti uomini o poche donne, ma a lavorare in un ambiente che ha tante diversitĆ . Avere tanti punti di vista differenti ĆØ stimolante. Il futuro cerco di costruirlo nel quotidiano, mettendo sempre grande dedizione ed entusiasmo in quello che faccio e con la massima apertura. Laddove ci fossero, non mi precludo opportunitĆ anche nellāambito maschile“.
SUL CALCIO FEMMINILE IN ITALIA. “Può crescere in tutte le aree. Dal 2015 cāĆØ stato il passo più grande con lāinput da parte delle federazioni di coinvolgere i club maschili con la creazione dei settori giovanili partendo dalle 20 tesserate under 12 e permettendo lāacquisizione dei titoli sportivi come successo anche per il Genoa. CāĆØ bisogno di sinergia da parte di tutte le componenti. In Europa il punto di riferimento ĆØ lāInghilterra. LƬ possiamo giĆ vedere cosāĆØ il calcio femminile. LāArsenal ha aperto per 5 volte lāEmirates Stadium e ha fatto quasi sempre il pienone. Il professionismo in B? Penso che sia qualcosa di ipotizzabile non nel breve termine. CāĆØ bisogno ancora di assestamento sulla Serie A“.
SUL PROGETTO GENOA. “Ć un progetto iniziato questāanno. Io sono arrivata lāanno scorso in corsa quando lāobiettivo era quello della permanenza in B e siamo riusciti a raggiungerlo. Lāanno scorso era lāanno zero, questāanno ĆØ il primo anno di un progetto che si svilupperĆ nel tempo. Se vogliamo fare il parallelismo con la costruzione di una casa, abbiamo messo le fondamenta e i primi pilastri, poi nel tempo faremo il resto. Serie A? Il tempo di poter pianificare tutto ciò che serve per essere competitivi e lottare per arrivarci e poi rimanerci“.
SULLA PRIMA SQUADRA FEMMINILE. “Questāanno abbiamo cambiato la struttura e lāinfrastruttura di allenamento, allenandoci al mattino ad Arenzano. Abbiamo professionalizzato maggiormente gli staff tecnici e medici e cambiato metĆ delle giocatrici. I risultati certificano il lavoro fatto lāestate scorsa, ma possiamo migliorare“.
SUL SETTORE GIOVANILE FEMMINILE. “Quando parliamo di crescita, guardiamo allāarea femminile come a una totalitĆ . Questāanno abbiamo raddoppiato il numero dei tecnici. Abbiamo 122 tesserate, lāanno scorso erano 100. CāĆØ stato oltre il 20% di incremento. Siamo contenti“.


