Il Secolo XIX nell’edizione odierna ha intervistato il DS del Genoa dall’estate 2022 Marco Ottolini.
Per capire presente e futuro bisogna guardare al passato, di solito si dice così.
“E allora bisogna andare al punto in cui siamo partiti, a come stava il Genoa due estati fa. La società era stata salvata prendendola per i capelli, bisognava ripartire e risanare. Facendo risultati. Ci siamo riusciti, andando oltre le aspettative“.
Promosso il primo anno, poi undicesimo in Serie A: eppure il cammino del Genoa è stato ben poco pubblicizzato.
“Forse è così ma io guardo ai fatti. Avevo delle convinzioni, l’idea di aver costruito una squadra con il giusto mix di esperti, talentuosi, “soldati”, giocatori pieni di voglia di rivalsa. E un allenatore desideroso di dimostrare di essere da Serie A. Le sensazioni c’erano, a volte non bastano. E invece avevamo visto giusto. I risultati sono arrivati”.
Da dove nasce l’idea di confermare Gilardino?
“Dalla voglia di dare continuità, puntando su un allenatore giovane e con le idee chiare. Portarlo dalla Primavera in prima squadra si è rivelata una scelta azzeccata, un rischio calcolato che si è rivelato vincente. Si è meritato il rinnovo, la volontà di andare avanti c’era da parte di entrambi. Abbiamo in questi mesi delineato una strategia comune, definito una comunione di intenti indispensabile soprattutto quando ci saranno da affrontare insieme le difficoltà”.
Quanto conta la continuità?
“Per programmare è fondamentale. Negli ultimi 10 anni il Genoa ha cambiato 18 allenatori…”.
Come sta il Genoa adesso?
“Abbiamo lavorato per ridargli forza e credibilità a livello internazionale, d’altronde questo club fondato dagli inglesi ha in sé una vocazione internazionale. In squadra abbiamo 15 nazionalità diverse, a livello societario siamo un melting pot di culture diverse. Fondamentale però è mantenere la base italiana di questa squadra e in questi anni abbiamo lavorato in questa direzione”.
Quanto mancherà Strootman?
“Kevin è un campione, lo capisci da come parla e dal linguaggio del corpo. Mancherà ma in questa squadra stanno crescendo diversi leader, lavoriamo per questo puntando sulla fiducia ed esaltando le qualità dei singoli. Intervenendo quando serve per richiamare e ripartire”.
A che punto è la costruzione della squadra?
“Dietro, con l’arrivo di Marcandalli, siamo a posto, in mezzo abbiamo 5 centrocampisti di proprietà, davanti anche siamo ben messi. Poi vedremo cosa accadrà sul mercato”.
Ci saranno cessioni?
“Arriverà il momento in cui magari potremo trattenere tutti i giocatori, non è ancora quel tempo. Dobbiamo assecondare il percorso di crescita dei calciatori e sono dell’idea che quando arriva un’offerta debba essere presa in considerazione. Poi il club farà le sue valutazioni”.
Sorpreso dall’inchiesta giudiziaria su Gudmundsson?
“Sembrava che fosse ormai stata archiviata, tanto che Albert era stato richiamato in nazionale. Ora vedremo gli sviluppi. Il suo avvocato è stato molto rassicurante”.
Tra i giovani c’è qualcosa di interessante?
“Oltre a Marcandalli, abbiamo Fini, in gol con l’Under 21 azzurra, Papadopoulos, Masini e Accornero: andranno in ritiro a Moena. Sono ragazzi cresciuti nel settore giovanile, di proprietà ed è giusto valutarli bene perché sono un nostro tesoro“.
Spence e Vitinha?
“Stiamo parlando con i club e con i giocatori, l’idea è quella di tenerli qui. Spence ha qualità da Champions e un potenziale ancora inespresso. Vitinha ha bisogno di una stagione per rilanciarsi e il Genoa è il posto giusto per farlo”.
Ankeye, Bohinen e Matturro?
“Ci puntiamo, resteranno qui anche nel prossimo campionato. Matturro è cresciuto molto, lo proveremo anche come terzino sinistro durante il ritiro: è un ruolo che in nazionale ha già ricoperto”.
Miretti è un giocatore che piace?
“Lo conosco bene, è un giocatore che seguiamo”.
Si punterà ancora sul 3-5-2?
“È il punto di partenza ma credo che una squadra debba essere in grado di giocare con più moduli, come ha fatto in questi due anni. È una ricchezza e un punto di forza”.
Marco Rossi dice che è diventato genoano.
“Se lo dice lui… Ai giocatori l’ho detto negli spogliatoi, noi siamo qui per accordi economici, è vero. Ma quello che ci fa andare avanti sono la passione e le emozioni. E loro sono riusciti a trasmetterle alla gente. Qui l’ambiente è unico, incredibile“.
Il Genoa può sognare un ritorno nelle coppe europee?
“Nel medio-lungo termine certamente, è giusto che lo sogni e che ci provi. Perché qui non c’è nulla da invidiare ad altre realtà. Noi ora dobbiamo puntare a consolidarci, a raggiungere il più rapidamente possibile i 40 punti. Poi certo anche io penso come sarebbe bella una serata di coppa al Ferraris….”.
Il club guarda al futuro: dopo il rinnovo di Gilardino toccherà anche a lei prolungare il contratto?
“Ne stiamo parlando, ora siamo concentrati sulla prossima stagione: abbiamo già fatto tanto ma tanto c’è ancora da fare”.
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Non vendete soprattutto Frendrup e se potete neppure Martinez. Comunque in caso vendeste il portiere non prendete Perin