Vasquez: “No pancia piena, non siamo ancora salvi. Reti inviolate? Orgoglio”

Vasquez: "A Gilardino sarò sempre grato. Quest'anno abbiamo vissuto un momento difficile. La responsabilità è nostra. Il cambio ci ha aperto la testa"

vasquez

L’edizione odierna de Il Secolo XIX intervista il difensore del Genoa Johan Vasquez. Ecco cosa ha detto il messicano del Grifone.

COSA SIGNIFICA SEGNARE UN GOL PER UN DIFENSORE. “Significa aiutare la squadra a centrare l’obiettivo, a ottenere la vittoria. Ma per un difensore conta anche tanto evitare di subirli, avere fatto così tante partite con la porta inviolata è un grande orgoglio“.

UN MOMENTO FONDAMENTALE DELLA SUA CARRIERA. “Non è legato al Genoa, bensì alla Cremonese. Quell’anno lì a Cremona è stato fondamentale. Ero in crisi perché non giocavo, ero pronto ad andare all’estero e a lasciare l’Italia. Mi ha salvato Ballardini, mi aveva già dato fiducia al Genoa e lì l’ha rifatto. Ho capito i miei errori, è iniziata una fase nuova. E sono tornato qui più forte“.

VASQUEZ SULLE 100 PRESENZE IN MAGLIA GENOA. “È un traguardo che voglio raggiungere già quest’anno, un onore e una responsabilità per me. A questo club sono legato da un grande affetto. Sono grato al Genoa e ai genoani perché ogni giorno per strada sento che il mio lavoro viene riconosciuto. Stare qui mi mette grande allegria e lo stesso vale per la mia famiglia“.

IL CAMBIO DI ALLENATORE. “Con Gilardino abbiamo fatto una grande stagione l’anno scorso e gli sarò sempre grato. Quest’anno siamo incappati in un po’ di sconfitte. Abbiamo vissuto un momento difficile di cui non ci dobbiamo dimenticare. La responsabilità è nostra, di chi va in campo: non cerchiamo scuse. Eravamo un po’ stanchi di tante sconfitte, il cambio di allenatore ci ha aperto la testa, ha portato una ventata di aria fresca e ci ha aiutato a venirne fuori“.

SU GUDMUNDSSON. “L’ho marcato tante volte in allenamento, abbiamo il vantaggio di conoscerlo bene ma sappiamo anche quanto posa essere imprevedibile. Appartiene a quella categoria di giocatori che con una giocata in un minuto possono cambiare una partita. Sarà una bella sfida, speriamo di vincerla noi. La sua cessione? Le partenze fanno parte del gioco, ciò che conta è quello che fa la squadra. Conta chi c’è, quanto impara dagli errori. Conta se ha la pancia vuota e ha voglia di continuare a fare punti. Sono molto orgoglioso della squadra e di quello che stiamo facendo“.

L’OBIETTIVO STAGIONALE. “Lo scopriremo strada facendo. Certamente non dobbiamo avere la pancia piena, sapere che dobbiamo ancora fare tanti punti. E che ancora non siamo salvi. Non dobbiamo dimenticare il momento difficile che abbiamo vissuto qualche mese fa“.

Redazione

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2 Commenti
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1 anno fa

è onesto

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1 anno fa

Ragazzi questo è un uomo uomo vero è il cugino di Masini ma mi sa che stiano diventando tutti parenti sotto le ali della chioccia Vieira

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