Secondo passaggio della lunga e interessante intervista che mister Patrick Vieira ha rilasciato alle colonne de Il Secolo XIX. Ecco le sue dichiarazioni sui giovani, sul suo approccio tattico e anche filosofico rispetto al calcio.
SULLE ACCUSE DI DIFENSIVISMO. “Se tornassi indietro rifarei le stesse cose, erano quelle giuste per salvarsi. Se togli all’Inter 5 calciatori d’attacco non è più la stessa. Un allenatore deve valutare struttura e qualità della rosa e poi farla rendere al massimo con creatività. Devi mettere i giocatori dove esprimono le loro doti. Certo, poi Zanoli e Miretti si sono adattati come ali, Thorsby tra le linee, Pinamonti ad aiutare in difesa, la loro apertura mentale mi ha aiutato. Abbiamo giocatori aggressivi, abbiamo scelto di giocare alti, con intensità, di provare a vincere così. Lo abbiamo fatto con coraggio straordinario“.
SULL’APPROCCIO CHE DEVE AVERE IL GENOA. “Tutti vogliono emulare City, Barcellona. Mi piace il possesso, fare 4 gol a partita ma devi analizzare la squadra che hai. E rispettare il Dna del club. Quello del Genoa è diverso dal Barcellona, qui c’è passione, il Genoa non può giocare senza intensità. Se sbagli un passaggio il tifoso non dice nulla, basta che metti tutto te stesso sul pallone successivo. Masini, Frendrup, Vasquez piacciono perché giocano col cuore. Bisognerà portare al Genoa sempre calciatori con queste doti, su questo non si può sbagliare. Mi sono divertito perché la squadra ha valori uguali a quelli del Genoa e anche ai miei. Spirito di sacrificio, il noi invece dell’io. Per questo ci siamo salvati e non era scontato“.
VIEIRA SUL FUTURO. “Bisogna stare attenti al futuro, se ci pensi troppo, perdi di vista il presente che è importantissimo. Ai calciatori in prestito, in scadenza, a chi resta, dico di non pensarci, il focus deve essere sul finire bene la stagione, altrimenti perdiamo tutto. Se lo dico a loro vale pure per me. Ma sto bene in società, ho un ottimo rapporto col presidente Sucu, il ds Ottolini, l’ad Blazquez, mi trovo a parlare con loro. E il momento duro della società è passato, col nuovo presidente c’è stabilità e c’è pure a livello dirigenziale. Ora va creata sul campo. Ma prima penso al Napoli, gara bellissima“.
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