Il portiere kosovaro classe ’98 Muric in prestito al Sassuolo dall’Ipswich, intervistato dal Corriere dello Sport, tocca diversi temi, tra il suo rendimento in questa stagione, le sue ambizioni future, il rapporto con mister Grosso e la piazza.
“Sono orgoglioso soprattutto per le parate e penso che avrei potuto fare di più sulle partite senza prendere gol. La maggior parte delle reti subite erano evitabili. Serie A e Premier League sono campionati completamente diversi. Lì sono più orientati alle transizioni, mentre qui è più tattico e richiede pazienza. Mi piacciono entrambi.
Qui hai più tempo per valutare, mentre là è tutto molto veloce. Anche in A bisogna essere concentrati, a volte non si ha un attimo di respiro e dal nulla può nascere qualcosa. Qui si vive benissimo. Amo l’Italia, è tutto bellissimo. La gente è buona e gentile, mi sto godendo l’annata con la mia famiglia. Mi sono sentito veramente bene dopo la gara con l’Atalanta perché eravamo in dieci. Fantastico il modo in cui abbiamo lottato, giocato e vinto”.
La parata più complicata in stagione: “Quella contro la Lazio, alla terza giornata, a metà settembre nella nostra seconda gara in casa dopo due sconfitte. Quel colpo di testa in tuffo di Zaccagni non so come sia riuscito a prenderlo, è stata una reazione istintiva e un intervento complicato. La cosa ancora più importante è aver vinto, è stata la prima e ci ha permesso di sbloccarci”.
Il bel rapporto instaurato con mister Grosso: “Significa molto per me. Venivo da un brutto infortunio, sono stato operato alla spalla e non ho giocato per 6-7 mesi, mi davano per spacciato. Stavo per andare in Turchia e apprezzo molto la fiducia che il mister mi ha dimostrato. È anche merito dell’allenatore se sono arrivato fin qui, avrebbe potuto fare scelte diverse. Mi ha voluto e mi ha fatto giocare subito, gioco anche per lui e l’apprezzo”.
Sul suo futuro…
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