Colombo: “Volevo mettere le radici al Genoa, De Rossi grande motivatore. Il paragone con Batistuta…”

Le dichiarazioni di Lorenzo Colombo, per cui è scattato l'obbligo di riscatto dopo aver raggiunto la salvezza matematica

colombo

Lorenzo Colombo, l’attaccante del Genoa per il quale è scattato l’obbligo di riscatto nelle scorse settimane, si è raccontato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. L’ex Milan ha parlato della prossima sfida contro i rossoneri, ma anche del momento di svolta della sua stagione, individuato nella gara d’andata contro la Fiorentina al Ferraris.

Dall’andata con la Fiorentina al riscatto scattato

“Da nessuna parte sono rimasto più di una stagione. Avevo in testa l’idea di mettere radici in questo club, lo sento un po’ come casa. Per la sua storia, per la passione che trasmette questo ambiente e per ciò che rappresenta. All’andata dovevamo dimostrare la nostra voglia di uscire da un momento buio, stavolta abbiamo messo le basi per il nostro domani. Quando le cose non vanno si provano un po’ di cose. Di sicuro al mister dobbiamo tanto, sia dal punto di vista caratteriale, sia tattico, ma un po’ di meriti dobbiamo prenderceli anche noi”.

La svolta per il Genoa

“Sono stati diversi i segnali. La prima vittoria in campionato contro il Verona a fine novembre fu il primo mattoncino di una rinascita poi completata quando ne abbiamo costruiti altri mille”.

L’importanza e l’impatto di De Rossi

“Tutti se lo aspettavano. Pochi ci avrebbero creduto, ma noi che lo vediamo tutti i giorni possiamo confermare che è davvero passionale. C’è grande sintonia con noi giocatori, perché ha smesso da pochi anni e si sente ancora uno del gruppo, spesso ci fa battute, gli piace stare nello spogliatoio, ci prende in giro. È un grande motivatore, lo vedi nei suoi discorsi pre-partita”.

Il Ferraris è la forza del Genoa

“Assolutamente sì, e non sono certo il primo a dirlo. I tifosi sembrano entrare in campo, le assicuro che per un avversario è un clima pesante”.

Colombo e il paragone con Batistuta nelle giovanili del Milan

“Avevo i capelli lunghissimi, ancora più di oggi e senza la fascetta in testa. Inoltre, calciavo forte per essere piccolino, ed è nato il paragone. Ma il mio vero modello è Ibrahimovic. L’ho avuto come compagno di squadra al Milan, è stato qualcosa difficile da raccontare. Averlo al fianco ogni giorno ti insegna qualcosa che non puoi spiegare a parole: lì ho compreso il campione che è stato. E qui entriamo nel discorso mentale di ottenere qualcosa in più: ci riesci grazie a giocatori come lui, oltre che al lavoro che in quegli anni fece Pioli”.

C’è tanta concorrenza in attacco

“Abbiamo anche imparato che non è importante chi gioca, ma quello che si fa quando viene il tuo momento. C’è grande sintonia. Abbiamo segnato tanto cambiando le partite con i subentrati dalla panchina”.

Redazione

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1 Comment
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Matteo
3 mesi fa

Sólo qua’ ti rinnovano…..sei troppo scarso

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