L’ex patron del Genoa Enrico Preziosi è tornato a parlare del suo passato in rossoblù, facendo riferimento soprattutto alle operazioni di mercato che hanno contraddistinto il suo lungo periodo al Genoa. Di seguito le sue dichiarazioni rilasciate al podcast ‘One More Time’.
Le perdite nel mondo del calcio
“Con il calcio ho perso circa 250 milioni di euro del patrimonio familiare, di cui cento soltanto a Genova. Dopo tutto quello che ho investito, oggi non metterei più nemmeno un centesimo in questo mondo. Nel calcio manca riconoscenza: quando vivi stagioni positive, la gente pretende che i successi si ripetano all’infinito e, appena qualcosa va storto, iniziano le contestazioni. A quel punto passa anche la voglia di continuare a investire”.
Gli errori sul mercato
“Nella mia carriera ho sbagliato molto più di quanto abbia indovinato. Al Como facemmo sostenere un provino a Lionel Messi, ma mentre ero a Hong Kong venne bocciato da Claudio Gentile e dal vicepresidente. Con Robert Lewandowski, invece, era praticamente tutto fatto: aveva già firmato e io ero convinto sarebbe diventato il nuovo Van Basten, per struttura fisica e modo di stare in campo. Poi, dopo un derby, il suo agente pretese una commissione extra che non era stata concordata. Lo mandai al diavolo e saltò tutto. Oggi i procuratori guadagnano cifre enormi mentre le società perdono soldi: è un continuo braccio di ferro tra club e giocatori”.
Piatek e non solo
“Molti giocatori li sceglievo personalmente, ma non ho mai imposto un calciatore in formazione. Gian Piero Gasperini, che considero il miglior allenatore avuto al Genoa, questo lo sa bene. Per esempio, Kevin-Prince Boateng non lo voleva lui. Quanto a Krzysztof Piątek, credo che si sia perso dopo il trasferimento al Milan: il contratto da 3,5 milioni all’anno gli ha tolto fame e motivazioni. Ha smesso di avere quella voglia di migliorarsi che aveva all’inizio e oggi è praticamente sparito dai radar”.
La cessione del Genoa
“Ho venduto il Genoa a un fondo che fatturava tre miliardi di dollari prima di attraversare alcune difficoltà. Adesso mi sembra che la situazione sia migliorata. Fanno quello che possono con le risorse a disposizione e alla fine si sono salvati. Io continuo a seguire il Genoa con piacere: ci ho passato diciannove anni, di cui quindici consecutivi in Serie A, un risultato che prima della mia gestione il club non aveva mai raggiunto. Non provo rancore verso nessuno, perché il risentimento appartiene ai poveri d’animo”.
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Parliamo del debito mostruoso che hai creato negli anni e che ancora dobbiamo smaltire, parliamo di quello dai…..
Ancora con questa storia!