Kingsley Ehizibue, nuovo esterno destro del Genoa, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Secolo XIX. Ecco le sue principali dichiarazioni.
Sul suo approdo in rossoblù
“Il mio rifiuto al Genoa nel 2019 per causa divina? La mia fede in Dio è grande, nella mia vita è un aspetto fondamentale. Ma allora
ero giovane, non è stata una questione di club, poteva essere il Genoa, l’Udinese o qualunque altra squadra: semplicemente non mi sentivo bene in quel momento, non mi sentivo pronto a lasciare l’Olanda. Da credente aver accettato la proposta del club rossoblù dopo quello che è successo anni fa è il miglior modo per chiedere perdono. Ho parlato con De Rossi, mi ha convinto subito. Il mister è uno che vuole vincere tutte le partite, ti trasmette una carica enorme. E poi lo stadio, giochi per emozioni così“.
Sul momento della squadra
“Ancora non siamo riusciti a dimostrare quello che valiamo. Io sono arrivato per ultimo ma fin dai primi allenamenti ho visto una squadra forte, con tanta qualità. Abbiamo affrontato squadre di alta classifica come Napoli, Lazio e Como, ora abbiamo il Parma. Una partita da cui vogliamo tornare con tre punti. E in cui vogliamo dimostrare chi siamo“.
Sulla tifoseria rossoblù
“I tifosi? Eh quando ti applaudono si sente forte, quando ti fischiano altrettanto. Ora vesto la maglia rossoblù ma ci ero venuto a giocare da avversario e posso dire che sono pochissimi gli stadi in Italia e in Europa in cui il tifo si sente così forte, così vicino. Per noi è un’arma in più, un punto di forza a cui dobbiamo appoggiarci. Tocca a noi ripagare tutto questo amore“.
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Ah Eizi, bisogna dimostrare di essere giocatori di serie A, che davanti alla porta la buttano dentro. A dimostrare che siamo Genoani, soprattutto a quei gemellati con i cuginastri, ci pensano i tifosi, da sempre. Forza Genoa, Always!
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