Stefano Sabelli, veterano del Genoa di Daniele De Rossi, ha rilasciato alcune dichiarazioni direttamente da Moena per raccontare le sue sensazioni in vista dell’inizio della stagione. Di seguito le sue parole riportate da TMW.
Sabelli e l’impatto difficile con il mondo Genoa
“Diciamo che nella vita non si può piacere a tutti. Nel calcio, poi, i giudizi cambiano molto rapidamente. Io ho sempre cercato di fare ciò che so fare meglio: giocare a calcio e dare tutto me stesso come professionista. Con il tempo la gente si affeziona e sono contento che sia successo anche a me. Credo che l’anno della retrocessione e della successiva promozione abbia contribuito a creare un legame particolare. Alla fine siamo rimasti io, Frendrup e Vogliacco: penso sia abbastanza normale”.
Il papà del gruppo e il ruolo in campo
“Alcuni ragazzi, diciamo, vanno un po’ indirizzati. I tempi cambiano e, nel calcio, forse siamo noi a dover imparare a capire meglio loro. Io mi trovo benissimo anche a sinistra. Ne ho parlato con il mister e gli ho detto che era un’idea che avevo anch’io. La cosa interessante è che alcuni giocatori sono più predisposti a farlo, mentre altri lo sono un po’ meno. In ogni caso, è stata un’idea che ci ha dato qualche punticino in più”.
L’arrivo di David Puczka
“È un buon giocatore. Ho alcuni amici che giocano in Serie C e l’ho seguito. Ha fatto numeri importanti. È un ragazzo cresciuto nella Juventus, preciso, educato e molto inquadrato. Spero possa darci una mano”.
L’impatto di De Rossi
“Sono stato allenato per tanti anni da suo padre. L’ho avuto per poco tempo in prima squadra, ma poi l’ho ritrovato come allenatore e non è mai cambiato. Penso che questa sia la sua vera forza. È ancora presto per dire come andrà la stagione. Siamo all’inizio del ritiro, qualche giocatore arriverà e qualcun altro andrà via. La cosa più importante è creare subito un gruppo forte e seguire le indicazioni dell’allenatore”.



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