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Il Genoa non riesce più a vincere e complica la lotta per la promozione diretta. Al Ferraris non si va oltre l’1-1

Al Ferraris il palcoscenico si chiude sotto una pioggia di fischi. Il Genoa fallisce il primo dei quattro incontri che avrebbero dovuto sancire il suo riscatto dopo le deludenti prove con il Brescia prima, con la Reggina poi. Finisce 1-1 la sfida contro il Como, grazie a Cerri che strozza la gioia della vittoria rossoblù siglando il pari dopo il rigore realizzato da Coda nel primo tempo. Alla luce degli ultimi tre impegni, sono stati raccolti solamente 2 punti: una tabella di marcia decisamente blanda per essere quella di una squadra che, a detta di tutti, è tra le favorite al ritorno in Serie A. Contro i comaschi, se da una parte la difesa continua a garantire una certa sicurezza, respingendo le incursioni di Cerri e Cutrone fino al 67esimo minuti di gioco quando un non del tutto innocente Semper deve arrendersi al colpo al volo del numero 27 lariano, l’attacco continua ad essere assente. Coda torna al gol – ma comunque su rigore –  e solo la traversa gli nega la doppietta, però Blessin e company non possono appellarsi alla sfortuna se il successo non arriva neanche sta volta. Il tecnico tedesco sbaglia la gara della fiducia con la tifoseria, che non ha mancato occasione di evidenziare il suo malcontento con fischi. E il Tempio è sempre più un tabù.

Il Genoa continua a soffrire il mal di casa, non riuscendo mai a dominare le gare e posticipando partita dopo partita l’occasione in cui si potrà tornare a festeggiare sotto la Nord. È vero che nei sei incontri disputati tra le mura amiche, i rossoblù non hanno ancora perso, ma hanno collezionato cinque pareggi e vinto solamente una volta (in quell’occasione Jagiello regalava l’unica gioia casalinga realizzando il gol decisivo contro il Modena). Un andamento che, con 8 miseri punti conquistati, lo posiziona al quindicesimo posto per risultati ottenuti in casa. A questo dato, si aggiungono il lusinghiero totale di cinque reti subite e il preoccupante numero di gol realizzati: sei. E tre di questi va ricordato essere stati fatti nella stessa partita contro il Parma terminata 3-3.

Di tutt’altra pasta è invece il Grifone quando calca i campi lontani dalla luce della Lanterna che, con cinque successi e due pareggi, si posiziona al primo posto in solitaria ad 1 lunghezza dal Bari e a 3 dal Frosinone (al momento capolista a +7 dai rossoblù). Mentre la difesa resta l’unica costante, a sorprendere è il rendimento del reparto offensivo che si classifica come il secondo miglior attacco del campionato con 10 reti totali: 2 in meno del Pisa, ma ben 3 in più della Reggina che, a conto totale, è la formazione più pericolosa di tutta la Serie B grazie ai suoi 24 gol realizzati.

Il Popolo Rossoblù comincia a subire uno scisma tra chi crede in Blessin e chi pensa che invece sia meglio che se ne vada. Se il tecnico tedesco vuole davvero riportare tutta la tifoseria dalla sua parte, deve assolutamente rivedere le sue tattiche e, magari, affidarsi ad un altro modulo che non sia il suo amato 4-2-3-1. Il trio difensivo composto da Bani, Dragusin, Sabelli, accompagnato da qualcuno che rimpiazzi Pajac tra Hefti, Frendrup o Czyborra, va bene così e non va intaccato. Urge però trovare la chiave di volta del suo attacco. Coda occupa il terzo posto nella classifica marcatori con 6 reti, ma ha segnato prevalentemente su calcio di rigore. Dopo di lui ad aver gonfiato di più la rete è solo Jagiello con le sue 2 volte nel tabellino dell’arbitro. È vero che non prendere gol non fa perdere, ma solo farlo fa vincere.

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