Mateo Retegui ha concesso una lunga intervista al Secolo XIX, commentando il suo primo impatto nella sua nuova realtà
Il Secolo XIX ha intercettato Mateo Retegui a Villa Rostan per una lunga intervista sul suo primo approccio con il Genoa e le sue sensazioni in merito. Ecco le dichiarazioni di Retegui.
SULL’ACCOGLIENZA. “Mi avevano detto che il tifo qui era molto caloroso ma vedere tutta quella gente è stata una sorpresa. Sensazioni uniche, difficili da descrivere a parole. Ringrazio il dg Ricciardella, l’ad Blazquez e il presidente Zangrillo e tutta la dirigenza per l’accoglienza. Anche i primi giorni con la squadra e lo staff sono stati molto positivi. Fino a questo momento, la cosa che mi attira di più è la passione che la gente ha per il calcio“.
PRESSIONE DALL’AMBIENTE. “Non vivo con la pressione. Amo il calcio, percepisco responsabilità ma vivo questa situazione con entusiasmo. So che devo lavorare e che devo fare gol, ma sono sereno. E lo stesso approccio l’ho avuto quando sono andato in Nazionale: ho sentito la fiducia di Mancini e ora sto lavorando con tranquillità con Gilardino“.
DIFFERENZE TRA CALCIO ARGENTINO ED EUROPEO. “L’intensità e il ritmo partita ono diversi: qui sono molto più alti. Me ne sono accorto subito, anche quando ho giocato con gli Azzurri contro l’Inghilterra o la Spagna: sono state partite durissime. E poi la qualità in campo è davvero alta“.
L’APPRODO AL GENOA. “Era qualcosa di scritto nel destino. Il Genoa è stata una scelta di cuore fatta insieme alla mia famiglia. Hanno poi pesato molto le parole del mister quando ci siamo sentiti al telefono e l’interesse mostrato nei miei confronti da tutta la dirigenza“.
BACKGROUND SPORTIVO. “Tutta la mia famiglia gioca a hockey e anche io da piccolo. Ma sognavo anche di giocare a calcio. Ho capito che quella era la mia vera passione e quando sono passato al Boca ho avuto altre conferme. Sono innamorato del calcio, vivo per questo sport, mi piace allenarmi e sono felice che sia diventato il mio lavoro: la sera vado a dormire col sorriso, la mattina dopo mi alzo sempre col sorriso“.
LE FONTI DI ISPIRAZIONE. “Mi piace Messi, è il migliore di tutti anche se non è un centravanti. Poi, per me oggi i migliori numeri 9 al mondo sono Kane e Haaland. E Benzema, che però a volte gioca come numero 10“.
SULLA NAZIONALE. “Non ho ancora parlato con Mancini. Immobile non è un rivale per la Nazionale, piuttosto un compagno di sqaudra. Mi ha trattato molto bene. Uno dei motivi per cui ho scelto il Genoa è quello di giocarmi le mie chance per essere convocato: la maglia dell’Italia per me è il massimo“.



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