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ESCLUSIVA CG – G. Calvani: “Do il massimo, obiettivo esordio col Genoa”

CALVANI - Gabriele Calvani, difensore classe 2004 di proprietà del Genoa in prestito al Pontedera, ha parlato in esclusiva a CalcioGenoa.it

calvani

CALVANI – Ha guidato la Primavera del Genoa alla promozione in massima serie con la fascia da Capitano al braccio. Ha potuto assaggiare il calcio professionistico aggregandosi alla Prima Squadra e imparare i trucchi del mestiere da difensori del calibro di Dragusin, Bani e Vogliacco. La scorsa estate, poi, ha preso una decisione: mettersi alla prova, in un campionato duro come la Serie C, e per farlo ha scelto di andare in prestito al Pontedera senza pensarci un attimo, con l’obiettivo di tornare alla ‘base’ più forte e con la speranza forte di esordire, un giorno, in maglia rossoblu.

Gabriele Calvani ragiona già da navigato, eppure ha compiuto 20 anni da neanche un mese. È reduce da una pesante sconfitta in campionato contro il Cesena primo in classifica, una squadra secondo lui “di un’altra categoria“, ma è soddisfatto del lavoro svolto in mattinata: “Abbiamo fatto un bell’allenamento, tosto” – dice. E guarda con fiducia al futuro. Ecco le sue dichiarazioni a microfoni di CalcioGenoa.it.

Gabriele Calvani, partiamo dall’attualità: siamo a metà della tua prima stagione tra i ‘grandi’, te la senti di fare un bilancio della tua esperienza finora?

Sicuramente è stata la miglior scelta venire qui a giocare a Pontedera. Ho trovato una società, uno staff, i compagni e il mister molto professionali. Giocare in Prima Squadra, a differenza della Primavera, è proprio un altro sport, totalmente un’altra cosa. Cambiano ritmi, intensità, trovi giocatori forti, che giocano da tanti anni. È uno stravolgimento totale. L’anno scorso in Prima Squadra ho fatto tanti allenamenti, ma giocare una partita di campionato dall’inizio è un’altra storia. Ora mi sono adattato bene ai ritmi, ma all’inizio non è stato facilissimo“.

Attualmente a Pontedera siete al sesto posto nel girone B, a pari merito col Pescara: secondo te dove può arrivare la squadra?

Il mister, come è giusto che sia, ci ripete in continuazione che il nostro obiettivo è la salvezza, che è anche quello per cui siamo stati costruiti. Poi si guarda la classifica, siamo alti. Una volta raggiunto l’obiettivo si può pensarne un’altro, cioè quello di fare i playoff“.

Nel Pescara poi gioca una tua vecchia conoscenza, Federico Accornero…

Abbiamo giocato in casa nostra contro il Pescara e abbiamo perso, ma lui non ha giocato quella partita. Però lo seguo, comunque è un mio grande amico. Vedo che fa sempre bene, è un grande talento“.

A proposito, facciamo un passo indietro. La scorsa stagione al Grifone è stata una cavalcata incredibile verso la promozione in Primavera 1 e si è conclusa con la vostra passerella sotto la Nord prima di Genoa-Bari. Che ricordi hai?

Abbiamo fatto tutti quanti un percorso straordinario. Abbiamo raggiunto ciò che ci siamo posti a inizio anno, arrivare primi, che non è mai una cosa scontata indipendentemente dal campionato a cui si partecipa. Ho ricordi bellissimi, del mister, della squadra, della Gradinata dei tifosi del Genoa, che sono fantastici. È stato un anno che ci ha portato grandi soddisfazioni, quindi non posso che ricordarlo con gioia“.

L’anno scorso sia Agostini che Gilardino in Primavera utilizzavano una linea a 4, mentre adesso ricopri tutte le posizioni della difesa a 3. Tu cosa preferisci?

Sì, l’anno scorso abbiamo giocato tutto l’anno a 4 e qui quest’anno giochiamo sempre con la difesa a 3. Però non ho avuto grandi difficoltà ad adattarmi, cerco sempre di fare al meglio quello che mi viene chiesto, quindi indipendentemente da dove mi si mette cerco di dare sempre il massimo. Poi ovviamente preferisco giocare a destra, dove ho il piede dominante. Però se mi si dice ‘non giochi, o giochi a sinistra’ ovviamente preferisco dare tutto e giocare a sinistra. O centrale, anche“.

La scorsa annata ti sei tolto anche la soddisfazione delle prime esperienze in Prima Squadra: tanti allenamenti a Pegli e 7 convocazioni fra Serie B e Coppa Italia. Com’è stato il tuo approccio e chi o cosa ti ha impressionato dei tuoi compagni più grandi?

I primi allenamenti in Prima Squadra li ho fatti quando ancora c’era mister Blessin, con mister Gilardino in Primavera. Come ho detto prima, se cambia dalla Primavera alla C, figuriamoci con una squadra di alta classifica in B. I ritmi erano completamente diversi. Anche perchè possiamo dire che quella era quasi una squadra di Serie A, se non del tutto. Però i compagni mi hanno accolto bene. All’inizio non ci credevo, è una tappa molto importante del percorso. Arrivi, ti spogli con loro, vedi gente che fino a quel momento avevi visto solo in televisione. Poi capisci che sono persone che vanno fortissimo (ride, ndr) ma normali, che ti parlano, ti aiutano, ti danno delle dritte. È stata un’emozione fantastica e cercavo di rubare il più possibile da gente così forte come Vogliacco, Bani, Dragusin, che l’anno scorso hanno fatto un campionato straordinario“.

Adesso con la maglia rossoblu mancherebbe solo l’esordio, che lo scorso anno non è arrivato. Come te lo immagini?

Ovviamente uno nell’esordio ci spera sempre, cerca di lavorare sempre al massimo, e l’obiettivo alla fine è quello. Però non è una cosa che mi ha condizionato più di tanto, anche perchè io penso soltanto a lavorare e a dare sempre il massimo, e penso che così facendo quello sarà una conseguenza. Se l’anno scorso mister Gilardino non ha ritenuto che fossi pronto era perchè evidentemente non lo ero. Il sogno dell’esordio è qualcosa di incredibile, è quello che tutti aspettano e sperano, ed è quello per cui tutti lavorano. Spero sì di farlo il prima possibile, ma ripeto che del quando non mi preoccupo“.

Il tuo trasferimento in prestito è stato incoraggiato dal mister o dalla dirigenza? 

No, in realtà è stata una decisione che ho preso più per conto mio. Nel senso che volevo andare a fare un campionato tra i grandi, in una società molto professionale, quindi appena ho saputo dell’interesse del Pontedera nei miei confronti non ho avuto molte esitazioni. Pensavo che fosse la scelta più giusta. Ho pensato che fosse molto più produttivo fare un campionato del genere, anzi che magari rimanere un’altro anno in Primavera“.

Sei in contatto con qualcuno a Genova al momento? Senti tuo fratello Simone?

Molte volte mi capita di andare a vedere la Primavera per vedere giocare mio fratello, saluto il mister Agostini col quale c’è un bellissimo rapporto e anche tutto lo staff e alcuni compagni che sono rimasti. Eravamo molto amici e siamo ancora in contatto. Simone non può che essere contento, si allena molto spesso con la Prima Squadra quindi è molto a contatto con quell’ambiente. È contentissimo di questo e di giocare con continuità in Primavera“.

Si ringrazia U.S. Città di Pontedera per la disponibilità.

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